Differenziata al Montanara, Rifondazione: "I cittadini lavorano gratis e devono anche pagare"

"In questi giorni sono in distribuzione anche nel quartiere Montanara i bidoncini e i sacchetti colorati per il nuovo sistema di divisione dei rifiuti prodotti dalle famiglie, ai cittadini viene cortesemente illustrato il lavoro che dovranno fare gratuitamente per fare in modo che un soggetto privato possa guadagnare di più"

"Il 12 e 13 giugno del 2011 -si legge in una nota del circolo di Rifondazione Comunista Geymonat del Montanara- anche i parmigiani hanno contribuito al successo dei referendum, con un’affluenza in città del 62% tutti i quesiti sono stati approvati da oltre il 90% dei si. Il quesito numero uno, quello della scheda rossa prevedeva l’abrogazione della norma che consentiva di affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a soggetti scelti a seguito di gara a evidenza pubblica, consentendo la gestione in house solo ove fossero ricorse situazioni del tutto eccezionali, che non permettessero un efficace e utile ricorso al mercato.

In questi giorni sono in distribuzione anche nel quartiere Montanara i bidoncini e i sacchetti colorati per il nuovo sistema di divisione dei rifiuti prodotti dalle famiglie, ai cittadini viene cortesemente illustrato il lavoro che dovranno fare gratuitamente per fare in modo che un soggetto privato possa guadagnare di più, un soggetto privato che non solo usufruirà di un lavoro non pagato ma che poi si farà pagare dagli ignari lavoratori con le bollette sui rifiuti. Ignari lavoratori che se non svolgono questo compito come vuole il padrone sono addirittura minacciati di sanzioni, minacciati di essere video sorvegliati (ma non era proibito dalla legge video sorvegliare i dipendenti?), denigrati ed esposti al pubblico ludibrio come incivili e maleducati.

Non ci sembra che tutto questo corrisponda al volere popolare come espresso col referendum. Aggiungiamo inoltre che con i rifiuti dei cittadini un altro soggetto privato (non importa se sia lo stesso) produce energia e calore che poi vende a quegli stessi cittadini che hanno già pagato una volta e pure lavorato gratis. Questa che potrebbe sembrare una brutta barzelletta ha in realtà un nome ben preciso, capitalismo. Questo stato di cose non è accettabile, come comunisti ci battiamo per cambiarlo.

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Riprendiamoci la vita come cittadini e come lavoratori. Riprendiamoci il nostro tempo per socializzare, per il riposo e per la cultura.
Facendoci lavorare anche al di fuori dei posti di lavoro è come tornare alla schiavitù! Il cittadino dovrebbe contribuire al bene sociale e ai bisogni della società e non all’arricchimento del capitale. Costruiamo un movimento di lotta che sia in grado di bloccare il barbaro sfruttamento dei padroni". 

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