San Leonardo, Folli partecipata alla raccolta del residuo: "Margini di miglioramento"

L'assessore all'ambiente Gabriele Folli ha compiuto un viaggio al seguito di un Eurocargo Iveco nel suo tour settimanale volto alla raccolta dei bidoncini grigi del rifiuto residuo nella zona di via Paradigna - San Leonardo.

"Separare bene i rifiuti conta e anche molto”. L’assessore all’ambiente Gabriele Folli ha compiuto un viaggio al seguito di un Eurocargo Iveco nel suo tour settimanale volto alla raccolta dei bidoncini grigi del rifiuto residuo nella zona di via Paradigna – San Leonardo. Un’intera mattina al seguito del mezzo guidato da Alì, con lui, Alì Nabil e Pietro i cosiddetti due “serventi” che raccolgono i bidoncini per svuotarli nel camion. Sono tre dipendenti della Cooperativa Scoiale “Il Cigno Verde”, che si occupa di reinserimenti lavorativi e che ha vinto l’appalto di Iren per la raccolta dei rifiuti nella zona della città che interessa il quadrante attorno a via Paradigna, San Leonardo e Baganzola. Il concetto è sempre lo stesso, se tutti seguissero le modalità di smaltimento e di esposizione del residuo i vantaggi per la collettività sarebbero assicurati e, al temine del giro di raccolta, anziché 32 quintali di rifiuti a conferimento, ce ne sarebbero senza dubbio molti di meno con minori aggravi per tutti.
 
Assieme all’assessore erano presenti il presidente della cooperativa Fabio Faccini, Claudio Civa capo servizio Iren responsabile funzione ambiente, Andrea Pescina sempre del Gruppo Iren. Il camion, dalla portata di 40 quintali, è partito verso le 7.45 dalla sede della cooperativa in via Belli, per portarsi nella zona di via Paradigna, via Traversante Paradigna, via Mazzacavallo, piazza Virignia Woolf, via Ilaria Alpi e nella zone dell’Euro Torri. Si tratta di un mezzo dotato di sistema Gps che permette di verificare orari e passaggi effettuati durante la giornata in modo che, in caso di lamentale, sia possibile verificare se i rifiuti sono stati esposti in orari sbagliati o in giorni sbagliati, proprio attraverso la verifica resa possibile grazie a questo sistema di mappatura dei mezzi.
 
“Esistono ampi margini di miglioramento – spiega l’assessore Folli”. I motivi sono legati principalmente al fatto che nel residuo, o frazione dell’indifferenziata, vengono smaltiti rifiuti che non dovrebbero essere tra questo tipo di scarti. Esempi? Frazioni di organico come cibi scaduti o residui vegetali che vengono mischiati con il rifiuto residuo, ma anche plastica e vetro che dovrebbero andare nel sacco giallo di plastica e barattolame, oppure pezzi di cartone. C’è chi accanto ai bidoncini dei rifiuti indifferenziati ha lasciato batterie di auto esauste, mangianastri degli anni Settanta o tosta pane. Tutti rifiuti che dovrebbero essere consegnati nei centri di raccolta.

Il “viaggio” compiuto dall’assessore è stato l’occasione per confrontarsi con i diretti interessati, i cittadini ed anche i referenti delle utenze non domestiche come bar e aziende. E proprio per alcuni di essi si sono registrati gli scostamenti più significativi, rispetto alle corrette modalità di smaltimento con la presenza di organico, plastica, oppure di grossi cavi, materiale inerte e vetro mescolati al rifiuto residuo. E’ stato lo stesso assessore a chiedere spiegazioni e a fornire consigli, invitando ad assumere comportamenti responsabili. “Nella prospettiva dell’applicazione della tariffazione puntuale  ha spiegato Folli – è controproducente effettuare una raccolta in modo approssimativo o addirittura sbagliato, primo perché si rischiano sanzioni, secondo perché chi smaltisce male e produrrà più rifiuto residuo pagherà di più rispetto a chi segue le regole”.

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“Il quartiere San Leonardo è stato uno degli ultimi a partire quindi le criticità riscontrate ci stanno visto che il primo periodo è quello più critico per l’avvio di un nuovo sistema di raccolta. Noi continueremo con l’opera di informazione e controllo convinti che questo sia l’unico metodo per ridurre i rifiuti a smaltimento con i conseguenti problemi ambientali che ne derivano. Basti pensare che quest’anno, con l’incremento della raccolta differenziata attuata a Parma, eviteremo che circa 4.000 camion rispetto al 2013 prendano la via dell’inceneritore di Ugozzolo”

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