Dimissioni del Papa, Soliani: "Gesto grandissimo, spinta in avanti"

Il Vescovo Enrico Solmi invita le comunità cristiane ad accompagnare con la preghiera Benedetto XVI in questo delicato passaggio. La senatrice del Pd: "Ha assunto la decisione per il bene della Chiesa"

“Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”. È l’annuncio dato da Benedetto XVI questa mattina durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

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A seguito dell’annuncio del Santo Padre della sua volontà di cessazione del ministero petrino a partire dal prossimo 28 febbraio, il vescovo della Diocesi di Parma Monsignor Enrico Solmi invita le comunità cristiane ad accompagnare con la preghiera Benedetto XVI in questo delicato passaggio: "Invochiamo lo Spirito Santo perché assista il Santo Padre e sostenga il cammino della Chiesa, e questi eventi siano occasione di crescita nella missione che il Signore Gesù le ha consegnato. Affidiamo il Santo Padre e la Chiesa universale di cui è pastore a Maria, che oggi veneriamo con il titolo di B.V. di Lourdes".

SOLIANI: 'GESTO GRANDISSIMO'. "Un gesto grandissimo -commenta Albertina Soliani, senatrice del Pd- di libertà interiore e di grande responsabilità che resterà per sempre nella vita della Chiesa aprendo nuove vie. Il papato non sarà più come prima. Un scelta che ha la forza e la coerenza del Concilio, cinquant’anni dopo. Il suo pensiero rigoroso, la sua intelligenza, il suo autentico spirito di servizio mi sembrano alla base di questa scelta. Ratzinger ha visto il cambiamento rapido del mondo, lo ha preso sul serio così come la fede in Gesù Cristo, e constatate le sue condizioni di età con semplicità, con umiltà, con coraggio, di fronte a Dio e in piena coscienza ha assunto l’estrema responsabilità per il bene e il futuro della Chiesa.

Una decisione frutto di un esame rigoroso e sereno, disposto a rompere ogni schema costituito in nome di un’autentica ricerca. E’ una scelta che suscita grande rispetto e fa riflettere molto. Un grande esempio per l’umanità intera, soprattutto per coloro che esercitano responsabilità. Per un bene superiore, la rinuncia al proprio incarico è segno di forza, non di debolezza. Se ciò continua a sorprenderci, è perché è troppo raro il discernimento dei tempi e della coscienza. Oggi Papa Benedetto XVI ha dato una spinta in avanti alla Chiesa e al mondo, cambiando la scena".
 

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