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Bufera sul Comune, dimissioni del sindaco? Vignali: "Non me ne vado"

Le opposizioni vogliono la testa del sindaco. Vignali risponde: "I fatti riguardano singole persone e sono inerenti a fatti strettamente personali. Abbiamo deciso di sospendere i dirigenti in questione"

"Il sindaco Pietro Vignali si dimetta per rispetto verso Parma". Lo chiedono il segretario provinciale Pd, Roberto Garbi, e il capogruppo in Consiglio comunale Giorgio Pagliari dopo la notizia degli arresti compiuti questa mattina dalla Guardia di finanza. "Un amministratore serio e responsabile - affermano con una nota congiunta - risponde davanti ai cittadini che lo hanno eletto non solo del proprio diretto operato, ma ovviamente anche di quello dei suoi più stretti collaboratori e delle persone cui decide in totale autonomia di delegare compiti importanti per il governo della città.

Il comandante della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, Carlo Iacovini, già capo dello staff del sindaco, e Manuele Moruzzi, del settore Ambiente - tutti scelti e più volte pubblicamente difesi dal sindaco Vignali - sono stati arrestati con l'accusa di aver intascato tangenti nell'esercizio dei compiti cui il sindaco li aveva chiamati. Gli accusati avranno modo di difendersi e provare, glielo auguriamo, la propria innocenza. Fino ad allora, però, resta vero che la nostra città merita di essere governate da istituzioni al di sopra di ogni sospetto. Per questo riteniamo sia doveroso da parte di Vignali rassegnare immediatamente, con un atto di grande responsabilità e di rispetto verso la nostra città, le proprie dimissioni dalla carica di sindaco".

Anche per il Popolo Viola di Parma "é giunta l'ora che la Giunta, ed il sindaco in primis, diano immediatamente le dimissioni e facciano in modo che Parma riesca a rialzarsi prima che sia troppo tardi e i danni diventino irreparabili. L'ultima inchiesta - afferma una nota - si va ad aggiungere agli scandali legati a Stt, al debito abnorme del Comune, al presunto abuso edilizio e alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea per l'affidamento dei lavori per l'inceneritore, al caso Bonsu, alla bonifica dell'ex scalo merci, alle continue visite della Guardia di finanza al Duc".

LA REPLICA DEL SINDACO: "NON MI DIMETTO"
Non mi dimetto. I fatti riguardano singole persone e sono inerenti a fatti strettamente personali che hanno rilevanza penale". Questo il primo commento del sindaco di Parma, Pietro Vignali, dopo gli 11 arresti eseguiti all'alba dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta 'Green Money' e che ha coinvolto anche alcuni stretti collaboratori del sindaco, anche quando ricopriva nella precedente Giunta il ruolo di assessore all'Ambiente. "Si tratta di fatti oggettivamente gravi e preoccupanti - ha proseguito - Abbiamo piena e massima fiducia nell'azione della magistratura, e in attesa dell'evolversi dell'inchiesta abbiamo deciso di sospendere i dirigenti in questione e di nominare un avvocato che possa tutelare il Comune in caso di danni per l'Amministrazione". "Il Comune - ha concluso Vignali - non ha poteri di indagine come quelli della magistratura, per cui non poteva sapere. Ma nonostante questo, già dopo la prima parte dell'inchiesta 'Green Money' era stata avviata un'indagine amministrativa interna al Comune che aveva portato alla sostituzione di Moruzzi".

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