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La diossina dentro di noi: alle 21 il convegno del Gcr sul latte materno

Il Gcr e l'associazione Isde Parma hanno avviato una campagna di monitoraggio su matrici biologiche che ha riguardato campioni prelevati sul nostro territorio provinciale. Incontro con Rabitti, Guerra e Raccanelli

Oggi, giovedì 4 ottobre alle ore 21 presso l'Auditorium Toscanini di via Cuneo si svolgerà la conferenza 'La diossina dentro di noi', promossa dall'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e da Isde Parma. I relatori saranno Stefano Raccanelli, chimico ambientale, Paolo Rabitti, autore del libro 'Diossina, la verità nascosta' e consulente del Comune di Parma per la riconversione del cantiere dell'inceneritore, Manrico Guerra dell'Isde di Parma e Luciana Bellini di Futura.

Il documento degli organizzatori

"Dal 1 al 7 ottobre 2012 si celebra la ventesima edizione della “Settimana per l’allattamento materno” (SAM), un’iniziativa promossa dall’Alleanza Mondiale per interventi a favore dell’allattamento e dedicata, quest’anno, al decimo anniversario dalla pubblicazione della “Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini” da parte dell’OMS e dell’Unicef.

Un evento volto a sensibilizzare l’universo femminile, e non solo, sull’importanza dell’allattamento al seno per la prevenzione di numerose malattie e, soprattutto, per la riduzione nella mortalità infantile. Con la strategia globale, infatti, Unicef e OMS hanno creato uno strumento per incrementare la percentuale di bambini allattati esclusivamente al seno almeno nei primi 6 mesi di vita, con l’obiettivo di tagliare di due terzi il numero di morti infantili.

È sempre l’Unicef a sottolineare come il tasso globale di allattamento materno sia ancora troppo basso nei Paesi in via di sviluppo, fermo al 39% nel 2010.
"Se l’allattamento al seno fosse stato promosso in modo più efficace e le donne fossero state protette dal marketing aggressivo dei sostituti al latte materno, oggi molti più bambini sarebbero sopravvissuti e cresciuti, ci sarebbe stata una minore incidenza di malattie e tassi più bassi di malnutrizione e arresto della crescita". Ma siamo in grado di preservare la qualità di questo alimento sacro? Stiamo facendo le giuste scelte e mettendo in campo le buone pratiche per farlo?

La situazione attuale. E' stata avviata nei mesi scorsi, con il contributo di tanti cittadini, una campagna di monitoraggio su matrici biologiche che ha riguardato campioni prelevati sul nostro territorio provinciale. All'iniziativa, proposta da Isde Parma e Associazione Gestione Corretta Rifiuti, hanno aderito l'associazione Futura e il Comitato Rubbiano per la Vita. Il dato di partenza è la scarsa o nulla informazione sui livelli di inquinamento da diossine presenti nella nostra zona, una delle più inquinate al mondo.

Nessuna evidenza di analisi ad hoc nemmeno negli studi sanitari propedeutici alla Valutazione di Impatto Ambientale relativa al Polo Integrato di Parma, ma nemmeno alcuna valutazione su matrici ambientali è stata riscontrata nell'imponente studio Moniter della regione Emilia Romagna. Quest'ultimo intendeva valutare lo stato di salute delle popolazioni esposte agli impianti di incenerimento, ma non ha dosato le diossine su materiale biologico e ha preferito valutare la loro concentrazione in aria e nell’ambiente.

L'attenzione della nostra piccola ricerca si è rivolta a campionamenti sul latte materno, su animali da cortile e sulle uova, in quattro diverse aree della nostro provincia. La prima riguardava il territorio cittadino, la seconda la zona di ricaduta dell'inceneritore di Ugozzolo, la terza ha interessato l'area di Rubbiano (Fornovo), interessata dalle emissioni della Laterlite, che grazie ad una autorizzazione della Provincia, brucia dal 2000 oli esausti e pericolosi.

La quarta infine ha inteso valutare un “punto bianco”, zona teoricamente non interessata da inquinanti, come le zone di Bardi e Bore. I risultati ottenuti hanno confermato che le matrici animali studiate e in particolare il latte materno dei campioni esaminati risultano avere dosaggi di diossine superiori ai dati limite previsti per la commercializzazione dei prodotti (uova, polli, latte vaccino).

Siamo consci della valenza non statistica della ricerca, ma il quadro emerso rimane preoccupante e richiede un urgente intervento. La Convenzione di Stoccolma del 2001, all'articolo 1, recita che “l’obiettivo è proteggere la salute umana e l’ambiente dai Contaminanti Organici Persistenti (POP’s) tra cui le Diossine”. Attualmente sono 151 gli Stati che hanno ratificato la Convenzione, ma l’Italia è l' unico tra i paesi europei a non averlo ancora fatto, pur avendola sottoscritta nel 2001. Non vogliamo lanciare un allarme ingiustificato sulla qualità del latte materno.

Ma dobbiamo anche prendere atto che il latte materno è una delle matrici che meglio evidenzia l’accumulo degli inquinanti persistenti negli esseri umani. Siamo convinti, come risulta dalle stesse raccomandazioni della UE e dagli studi scientifici, che l'allattamento al seno rimane ancora il miglior alimento per i nostri figli poiché, nonostante la sua contaminazione, dobbiamo considerarlo come un “antidoto” contro i danni che l’inquinamento provoca ai feti durante la gestazione oltre che per le ormai note caratteristiche nutrizionali e protettive che presenta.

Il latte materno, in quanto primo e più sacro fra gli alimenti, dovrebbe restare puro e privo di inquinanti. Occorre quindi diminuire significativamente il livello di contaminazione ambientale affinché tale contaminazione possa diminuire anche nel latte materno oltre che negli altri alimenti e di conseguenza in tutta la popolazione. Dobbiamo seguire le indicazioni contenute nelle raccomandazioni della UE e delle associazioni mediche. Sappiamo da una crescente ed autorevole letteratura scientifica che l’esposizione ad agenti inquinanti nelle fasi precoci della vita, fin dal concepimento, può condizionare lo stato di salute non solo nell’infanzia ma anche nell’età adulta, con possibilità di trasmissione transgenerazionale dei danni poiché coinvolgono il patrimonio genetico degli individui.

I bambini italiani presentano il più alto incremento annuo di rischio di cancro rispetto agli altri paesi europei e per i nuovi nati si prevede un crollo della speranza di “vita in salute”, come risulta dai dati Eurostat: la speranza di vita in salute per le bambine italiane era di 74 anni nel 2003, ma di soli 63 anni nel 2008. Occorre intervenire prontamente, per ridurre le emissioni di sostanze pericolose e prevenire gli effetti negativi che le diossine e i policlorobifenili esercitano sull’ambiente e sulla salute umana.

Pensare di costruire e mettere in funzione un inceneritore a Parma, con il suo carico giornaliero di inquinanti, va nella direzione di un ulteriore aggravamento della situazione e un passo indietro rispetto alle raccomandazioni evidenziate. La richiesta delle associazioni è quindi quella di porre in atto una serie di azioni che portino alla riduzione degli inquinanti sul nostro territorio, per favorire il miglioramento dello stato di salute delle popolazioni e dell'ambiente in cui viviamo.

Appello Sottoscrizione

Le richieste delle associazioni che sottoscrivono il documento. La nostra piccola ricerca porta a precise richieste, in accordo anche con gli obiettivi della campagna per la salvaguardia della qualità del latte materno:

1) Biomonitoraggio a campione del latte materno
Riteniamo questo il primo passo necessario affinché le autorità politiche procedano a mettere fine a pratiche inquinanti. Il latte materno è un indicatore molto attendibile sia dello stato dell’ambiente in cui vive la madre sia del livello di contaminazione della popolazione ed un suo adeguato biomonitoraggio diffuso è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità https://www.who.int/foodsafety/chem/pops_biomonitoring/en/index.html L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha già coordinato quattro studi internazionali sull’argomento, ha riscontrato fortunatamente in molti paesi europei una diminuzione dei livelli di diossine, ma a questi studi non ha purtroppo mai partecipato l’Italia. Le conoscenze disponibili al riguardo per il nostro paese sono pertanto scarse o pressoché nulle e sempre più autonomamente condotte per iniziativa spontanee.

2) Ratifica della Convenzione di Stoccolma
Altri punti qualificanti della campagna sono: l' urgenza di superare pratiche evitabili ed altamente inquinanti quali l’ incenerimento di rifiuti, un più stringente controllo degli impianti inquinanti, l’abbandono dell'uso di pesticidi ed altre pratiche dal rapporto costi-benefici nettamente penalizzanti per l’ambiente e per la salute delle presenti e future generazioni.

3) Sottoscrizione di un protocollo di intenti
Il protocollo, da adottare da parte di tutte le amministrazioni locali della provincia deve mirare alla riduzione effettiva degli inquinanti sul territorio per permettere il miglioramento del livello di salute delle popolazioni.

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