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Libia: "I dipendenti della Bonatti? Rapiti per chiedere il rilascio di 7 scafisti"

Secondo fonti dell'esercito libico, l'azione sarebbe opera di una milizia islamista di Zuara, con l'obbiettivo di ricattare l'Italia al fine di ottenere il rilascio di sette trafficanti di migranti di nazionalità libica detenuti in carceri italiane...

Possibile svolta sul movente del rapimento di quattro dipendenti italiani della ditta Bonatti di Parma avvenuto la sera del 20 luglio in Libia: secondo fonti dell'esercito libico, l'azione sarebbe opera di una milizia islamista di Zuara, con l'obbiettivo di ricattare l'Italia al fine di ottenere il rilascio di sette trafficanti di migranti di nazionalità libica detenuti in carceri italiane.

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E' quanto dà come "notizia certa" l'esercito libico guidato dal generale Khalifah Haftar, fedele al governo laico di Tobruk, l'unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

In un commento postato sulla propria pagina Facebook ufficiale, il "Comando generale dell'Esercito libico - Operazioni dell'Esercito Nazionale" si legge: "Fonti sicure hanno confermato che le cosiddette milizie Fajr Libia (leali al governo islamista di Tripoli) di Zuara è responsabile del sequestro dei quattro italiani per ricattare l'Italia e far rilasciare sette cittadini libici detenuti (nelle carceri italiane, ndr) con l'accusa di traffico di uomini attraverso il Mediterraneo e verso l'Europa".

Insomma, si tratterebbe di un'azione di "ricatto" messa in atto da milizie islamiste locali per difendere gli interessi economici che deriverebbero loro dal traffico di migranti verso le coste dell'Europa.

CHI SONO - Sono stati i loro colleghi a fornire i nomi (di battesimo) dei quattro italiani italiani rapiti nei pressi del compound dell'Eni nella zona di Mellitah. Si tratta di tecnici che lavorano presso alcuni impianti petroliferi nord-africani, per attività di sviluppo, trasporto e manutenzione per la società Bonatti di Parma, general contractor nel settore oil and gas.

Si tratta di Gino Tullicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla, come riporta un'agenzia Ansa specificando che, secondo indiscrezioni ancora non confermate, due sarebbero residenti in Sicilia, uno nel Lazio e uno in Sardegna.
 

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