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Integrazione, ripristinato il bando. Gli educatori: 'Preziosa lezione di memoria sociale'

L'Assemblea Educatori Parma commenta la storica vittoria dei Comitati dopo mesi di lotta contro i tagli e l'Amministrazione Pizzarotti: "In questi lunghi mesi, ci sono stati quelli che hanno lavorato e lottato, quelli che hanno guardato, quelli che hanno assecondato il potere e quelli che l’hanno criticato"

L'Assemblea Educatori Parma commenta la storica vittoria dei Comitati dopo mesi di lotta contro i tagli e l'Amministrazione Pizzarotti: "In questi lunghi mesi, ci sono stati quelli che hanno lavorato e lottato, quelli che hanno guardato, quelli che hanno assecondato il potere e quelli che l’hanno criticato"

"Il Consiglio Comunale di martedì pomeriggio -si legge in una nota dell'Assemblea Educatori Parma- ha approvato una mozione congiunta comprendente le richieste per le quali noi educatori del servizio d’integrazione scolastica , insieme in particolare alle famiglie dei nostri ragazzi, ci stiamo battendo da 6 mesi. Punto principale del documento è il ripristino del bando come strumento di pianificazione lavorativa che garantisca la continuità e stabilità  e che verrà emesso per un anno e che dovrà essere rinnovato l’anno successivo.

Dunque, quando vedremo pubblicato il bando, potremo dire che il Servizio è salvo: i nostri bambini saranno con noi e noi con loro. Abbiamo giocato questa lunga e faticosa partita con l’amministrazione che ha raggiunto un’importante meta: far comprendere ai consiglieri comunali quanto sia culturalmente e socialmente fondamentale garantire il rispetto e i diritti dei più deboli. Ora, al di là della gioia e del sollievo che in tanti proviamo, dobbiamo dire che comunque, oltre a tanti vincitori e protagonisti positivi di questa lotta ci sono anche dei vinti. Perchè un esame di realtà dobbiamo farlo, per coerenza, e perchè il risultato raggiunto rimanga autentica scelta e non mezzo per il consenso cittadino.

Non permettiamo dunque che si dica che abbia vinto altro se non l’umanità, la capacità d’incontro e dialogo, il senso di responsabilità di chi si è adoperato per il bene di tutti. Tra questi ultimi purtroppo non ci sono coloro che avrebbero dovuto incontrare, ascoltare e avvicinarsi per primi, a chi portava loro interrogativi, bisogni e diritti. In questi lunghi mesi, ci sono stati quelli che hanno lavorato e lottato, quelli che hanno guardato, quelli che hanno assecondato il potere e quelli che l’hanno criticato, quelli che hanno cavalcato l’onda e quelli che ci hanno creduto.

Certo è valsa la pena di lottare: sicuramente per i ragazzi che nei prossimi due anni andranno a scuola sapendo che qualcuno li aspetta e sicuramente per i loro genitori che saranno sereni sapendo che in quelle classi non saranno soli e parcheggiati. La lotta, la gigante ragnatela di relazioni intessuta quotidianamente e la condivisione (essenziale per ogni cambiamento) hanno fatto vincere la città intera e portato alla luce la sua parte più limpida e bella.

Ciò che è successo martedì, dovrebbe rimanere come una preziosa lezione di memoria sociale, scritta dall’unione di persone, idee, differenze che hanno capito quanto l’obbiettivo finale fosse essenziale da raggiungere, senza pelose mediazioni o senza accordi da azzeccagarbugli, senza finzioni o giochi al ribasso.I sorrisi, gli abbracci, le lacrime che hanno caratterizzato la giornata di martedì sono il metro di comprensione di questa vicenda, e dunque grazie di cuore a tutti coloro che hanno con la loro azione, sia essa piccola o grande, avvicinato la nave di un diritto al proprio porto.

Si è mostrata l’immensa forza e capacità che hanno le persone quando insieme pensano e partecipano. Abbiamo visto che i consiglieri comunali, che si confrontavano con noi educatori e con le mamme dei bambini disabili, hanno dimostrato, con le loro azioni, che sentivano come dovere il cercare una soluzione adeguata e giusta affinchè anche per solo un giorno la cosa pubblica ritornasse ad essere di tutti. Davvero di tutti.

Si è aperta una porta al dialogo e alla costruzione di pensieri che deve rimanere perta per riprendere la strada che porta alla difesa dei diritti di tutti. Da parte nostra continueremo a porre domande sul mondo della disabilità, della scuola e che sul tipo d’ integrazione che vogliamo, chiedendo il rispetto, oltre che la comprensione, per il nostro ruolo di educatori di cui il bando promesso deve essere la prima tappa. Continueremo le nostre iniziative di sensibilizzazione e a distribuire umanità perchè quello che abbiamo contribuito a costruire con questa sinergia e armonia di voci diventi la  prassi senza la quale non ci può essere un cambiamento

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