Centro per l'impiego, storie di disoccupazione al tempo della crisi

"Facevo il carrellista -afferma un giovane- ora è da tre anni che non lavoro. In tre anni non ho fatto neanche un colloquio grazie al Centro per l'Impiego. Un agronoma: "Da aprile non mi pagano lo stipendio"

L’Osservatorio del Mercato del Lavoro di Parma al 31 di marzo registrava “nel primo trimestre 2012 una contrazione della domanda di lavoro pari al -16,5%”.  Dopo circa sei mesi il Centro per l’Impiego è sempre più affollato e le testimonianze degli utenti forniscono un quadro drammatico dell’economia parmigiana.
Recentemente sono stati presentati i dati relativi all'ultimo triennio: 47 mila disoccupati si sono rivolti agli sportello del Centro per l'Impiego. Provincia: presentati i dati del centro per l'impiego nel parmense
Secondo i dati forniti "il 60% del totale di persone che si sono affidate ai servizi della provincia per trovare lavoro dichiara di aver raggiunto l'obiettivo".

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ParmaTodayMa sarà veramente così?

“Facevo il carrellista – afferma un ragazzo 28enne – ora è da tre anni che non lavoro. Sono venuto qui a rinnovare il certificato di disponibilità al lavoro, bisogna rifarlo ogni sei mesi, ma finora non sono mai stato convocato. In tre anni non ho fatto neanche un colloquio grazie al Centro per l’Impiego. L’ho sempre detto che sono disposto a fare qualsiasi lavoro, ma non mi hanno mai chiamato”.

Per i laureati la situazione non è migliore. “Sono un’agronoma – spiega una donna 37enne – negli anni ho accumulato esperienza in questo settore, mi piace il mio lavoro, ma voglio che mi licenzino al più presto. È da aprile che l’azienda per la quale lavoro non mi paga lo stipendio, ma emette regolarmente la busta paga. Non ho soldi ed in più non risultando disoccupata devo pagare anche il ticket. Coldiretti e gli altri sindacati ignorano la situazione catastrofica del settore tecnico-agrario. Si pensa a collocare sul mercato solo i figli dei grandi imprenditori, che spesso non hanno neanche le competenze necessarie ed a rimetterci è solo l’agricoltura e noi professionisti”.

Un’altra giovane laureata impiegata nel settore della comunicazione racconta la sua vicenda “il mio contratto a progetto, progetto si fa per dire perché lavoro circa 10 ore al giorno e spesso anche al sabato e alla domenica scadrebbe al 31 dicembre, ma mi hanno anticipato il licenziamento al 10 di ottobre. Sono venuta a vedere se ho diritto a qualche sussidio di disoccupazione, ma forse non avrò la possibilità di accedervi perché la mia azienda probabilmente non ha versato i contributi necessari”.

 

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