Disturbi alimentari, in aumento i casi di anoressia tra i giovanissimi

Molti i casi tra giovanissimi, ma in forte aumento anche i pazienti tra 18 e i 30 anni. "I disturbi del comportamento alimentare costituiscono una patologia emergente nella nostra società"

In Emilia-Romagna aumentano i pazienti in trattamento nel sistema sanitario regionale per disturbi del comportamento alimentare (Dca). Nel 2010 erano 525, nel 2011 sono arrivati a 547, lo scorso anno hanno raggiunto quota 602. A dirlo sono i dati forniti dall'assessorato alle Politiche per la Salute in risposta a un'interrogazione di Giuseppe Paruolo, consigliere regionale Pd. Il disturbo più diffuso - come riporta una nota del Pd - è l'anoressia: nel 2012 i pazienti sono stati 266 (75 nella fascia di età 12-17 anni e 191 nella fascia 18-30 anni), nel 2011 erano 254 (82 i pazienti tra i 12 e i 17 anni e 172 quelli tra i 18 e i 30 anni) e nel 2010 sono stati seguiti 226 persone (68 nella fascia si età 12-17 e 158 nella fascia 18-30). In forte aumento i casi di bulimia seguiti dal sistema sanitario regionale: nel 2011 erano 99 (9 nella fascia 12-17 anni e 90 in quella 18-30), lo scorso anno sono arrivati 128 pazienti (14 tra i 12 e i 17 anni, 114 tra i 18 e i 30).

Molti i casi tra giovanissimi, ma in forte aumento anche i pazienti tra 18 e i 30 anni. ''I disturbi del comportamento alimentare costituiscono una patologia emergente nella nostra società, con una diffusione crescente e maggiore di quanto normalmente si ipotizzi, soprattutto nei Paesi industrializzati e con un benessere diffuso quale è il nostro, e colpiscono in particolare le fasce giovani della popolazione - commenta Paruolo -. Si tratta di patologie grandemente impattanti sia sui soggetti che ne soffrono che sulle loro famiglie, per via dello stigma sociale che suscitano, per la difficoltà di individuare un corretto approccio terapeutico, per l'inadeguatezza diffusa ad affrontare comportamenti che negano alla radice uno degli istinti primari dell'uomo, quello alla sopravvivenza attraverso la nutrizione''. 

'"A livello regionale il percorso clinico si è avviato nel 2000, nel 2004 sono state emesse le prime linee guida e, nel 2009, è stato avviato un programma triennale per strutturare un team sui DCA nei vari territori regionali - conclude Paruolo -. I risultati sono positivi, ma c'è ancora tanta strada da fare. Ora c'è un team che sta lavorando sul nuovo Piano triennale regionale 2013-2015. Seguirò la vicenda, sperando che vengano fatti ulteriori, importanti passi avanti. In particolare, credo sia importante aumentare la conoscenza sull'epidemiologia e comprendere meglio gli schemi con cui questa singolare epidemia sta mietendo vittime soprattutto tra i giovani e le giovani''.

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