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Scuola, docenti contro i tagli: al "Parmigianino" si bloccano le gite

Salvatore Pizzo, rappresentante della Cisl nell'istituto: "La scuola parmense in questi due anni ha perso circa 320 unità, tra docenti e non. Chi rappresenta ai genitori una situazione idilliaca mente spudoratamente"

Numerosi docenti dell’Istituto Comprensivo “Parmigianino” di Parma hanno aderito al “blocco delle gite”, la massiccia adesione a questa iniziativa riguarda tutte le classi della scuola secondaria di primo grado (ex media) e molte classi della scuola primaria (ex elementare) “Cocconi” di Piazzale Picelli. E’ un segnale che il personale docente vuole dare per porre all’attenzione dell’opinione pubblica quanto sta accadendo: il piano triennale dei tagli prevede 132mila docenti e non docenti in meno, mettendo in ginocchio il sistema scolastico.

La terza tranche di quest’attacco alla scuola avverrà il prossimo settembre, con la soppressione degli ultimi 35mila posti. La scuola parmense in questi due anni ha perso circa 320 unità, tra docenti e non docenti. Salvatore Pizzo, rappresentante della Cisl nell’Istituto “Parmigianino”, a proposito della specifica situazione di Parma, ricorda: “In questi giorni le famiglie dovranno iscrivere i ragazzi, ma nessuno potrà garantire loro quale sia il tipo di tempo scuola che potrà essere garantito, perché non c’è la certezza di avere tutto l’organico necessario a disposizione, e questo vale indistintamente per tutte le scuole del territorio".

"Chi rappresenta ai genitori una situazione idilliaca mente spudoratamente” – continua Pizzo – “il Parmigianino è una scuola prestigiosa che è nel cuore di Parma, oltre alla scuola media comprende due plessi che sono il vanto dell’Oltretorrente, la Cocconi e la Corridoni, inoltre racchiude in se anche il Centro Territoriale Permanente di Via Spezia, che si occupa dell’istruzione in età adulta, il riferimento naturale dei tanti stranieri comunitari che scelgono Parma  in virtù della sua vocazione internazionale. Inoltre offre attività scolastica, anche ai detenuti del carcere di Via Burla che vogliono rompere con il loro passato. Noi vogliamo difendere in tutti i modi possibili gli alti livelli raggiunti da queste scuole e per adesso abbiamo voluto dare un segnale, incidendo su un’attività non obbligatoria, quella delle visite e dei viaggi”.

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