Meeting giovani, Don Ciotti incontra più di 300 studenti: "Abbiate una sana curiosità"

Si rivolge ai giovani in modo chiaro e diretto Don Luigi Ciotti che questa mattina ha incontrato più di 300 studenti di Parma e del Parmense: oltre un’ora di intervento per parlare di responsabilità, legalità, coraggio

“Abbiate una sana curiosità: essere capaci di conoscere è infatti fondamentale per diventare persone più responsabili. La malattia più grande dell’Italia è la delega, la rassegnazione, l’indifferenza. Non si può essere cittadini a intermittenza: ognuno deve mettere in gioco la sua parte di responsabilità perché cedere la nostra responsabilità vuol dire rinunciare alla nostra libertà”. Si rivolge ai giovani in modo chiaro e diretto Don Luigi Ciotti che questa mattina ha incontrato più di 300 studenti di Parma e del Parmense: oltre un’ora di intervento per parlare di responsabilità, legalità, coraggio, ma anche dell’esempio di Mario Tommasini, dell’importanza della nostra costituzione e dell’atteggiamento ancora più pericoloso della mafia, la mafiosità. Quello di stamattina all’Istituto Bodoni di Parma è stato il primo incontro del progetto “Meeting giovani. Luoghi (non) comuni”, promosso dalla Provincia in collaborazione con il Gruppo Abele Onlus di Torino, che propone agli istituti scolastici di secondo grado del territorio laboratori di cittadinanza e partecipazione incentrati su: legalità; emarginazione ed esclusione sociale; differenza e violenza di genere. 

In particolare, il progetto, a cui hanno aderito 15 classi di 10 istituti superiori di Parma e del Parmense, si articola in due momenti: l’incontro di questa mattina al Bodoni con tutte le scuole coinvolte, durante il quale i ragazzi, divisi in gruppi, hanno cominciato a lavorare sui temi proposti e hanno preparato delle domande da rivolgere al fondatore di Libera e presidente del Gruppo Abele; e laboratori tematici che si terranno in aula, uno a scelta tra “+ Liberi”, “Miseria ladra” e “Rosa e blu”.

“Sono felice che ben 15 classi abbiano deciso di aderire al progetto. Far riflettere i ragazzi su questi contenuti è un percorso straordinario ed è ancora più importante che a parlare con loro di questi temi sia Don Ciotti – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani -. Un uomo che rischia la sua vita, che ha scelto di non fare solo il prete ma di essere un testimone di questo tempo. Un riferimento nella nostra nazione di ogni battaglia contro la mafia.” “Ringrazio Don Ciotti per quello che fa da tanti anni e continua a fare.

"Per noi rappresenta un filo di speranza e un invito a prenderci le nostre responsabilità, a impegnarci ognuno per la propria parte”, ha affermato il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. Il presidente ha così passato la parola a Don Ciotti, che ha voluto innanzitutto ringraziare i ragazzi per “la serietà con cui state affrontando questo progetto. Avete più strumenti di quelli che avevamo noi, vivete in un mondo che vi permette di avere più conoscenze ma che a volte manca di profondità: voi dovete imparare a riempire quelle parole di contenuti per calare il virtuale nel reale, nella concretezza”. E ancora, Don Ciotti ha voluto augurare ai ragazzi di “essere persone oneste, che non vivono di superficialità” e di “essere capaci di imparare il coraggio: un coraggio che comincia dalle piccole cose, dal fare scelte scomode e rifiutare i compromessi. Nella vostra vita vi troverete spesso di fronte a dei bivi e dovrete decidere da che parte stare: vi auguro che stiate dalla parte dove tutti dovremmo stare, quella della legalità, della libertà, della dignità umana”. Presenti questa mattina all’incontro, tra gli altri, anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e la dirigente scolastica del Bodoni Luciana Donelli. A chiudere i lavori sono stati i rappresentanti delle realtà coinvolte nei laboratori: Pietro Stefanini della Fondazione Tommasini, Alessia Frangipane di Libera e Samuela Frigeri del Centro antiviolenza di Parma.

Le scuole aderenti
Liceo scientifico Ulivi di Parma: classe III E sul tema marginalità                            
Istituto tecnico economico Mainetti di Traversetolo: II – III, legalità                      
Liceo Porta di Parma: IV, marginalità                          
Itc Bodoni di Parma:  IV C (legalità), IV B (legalità)       
Ips Giordani di Parma: V M (marginalità), V D (legalità)
Itc Melloni di Parma: III A RIM, marginalità                                                        
Ipsia Levi di Parma: II C, genere                                                                                        
Liceo scientifico Marconi di Parma: IV M (genere), IV D (marginalità)  
Istituto Magnaghi di Salsomaggiore: V E (marginalità), III A tecnico turistico (legalità), II A tecnico turistico (genere)
Itis Berenini di Fidenza: IV ACH/CET 29, legalità  

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I laboratori tematici
Ciascuna classe coinvolta ha scelto una tra le tre tematiche proposte:
1. “Miseria ladra” - Storie di un'Italia che c'è, ma non si vede.
Gli obiettivi del percorso sono: riconoscere gli aspetti più emotivi e soggettivi che ognuno può vivere nel corso della suo storia personale; indagare le possibili marginalità che si possono incontrare a livello sociale (quali carcere, dipendenze, prostituzione e tratta, l'essere giovani oggi), superare gli stereotipi che le “categorie” di persone portano con sé.
2. “+ Liberi” - La mafia è lontana o vicina? Esperienze di libertà e di contrasto alle mafie. Questo percorso vuole affrontare le tante sfaccettature che la mafia ha in sé e vuole essere da una parte un percorso conoscitivo del fenomeno, e dall’altra affrontare questo tema per riportalo alla vita quotidiana dei ragazzi che talvolta attivano tra loro dei comportamenti vicini a quel modo di pensare. Inoltre, si vuole aprire una finestra in un’ottica positiva sul mondo dell’Antimafia e sulle azioni che sono in atto (anche vicine al mondo dei ragazzi) per contrastare questi fenomeni.
3.“Rosa e Blu” - Oltre gli stereotipi: una nuova cultura di rispetto tra i generi.
Le cronache raccontano di un rapporto tra uomini e donne non facile, spesso conflittuale e a volte tragico. E’ un fenomeno italiano che parte da lontano e che ha visto storicamente le differenze di genere più come un modo per mantenere lo stato dell’arte nei rapporti tra uomini e donne che un vantaggio e un’opportunità. Le recenti statistiche confermano un mondo femminile ancora relegato alla cura del focolare, a livelli salariali nettamente inferiori rispetto a quelli maschili, con uomini che pensano alle donne come a una proprietà privata. Affrontare le diverse questioni non può prescindere da un grande lavoro educativo che prova a creare consapevolezze individuali per cercare di promuovere una nuova cultura del rispetto tra donne e uomini.
 

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