"Massacrata e minacciata per anni dal mio ex: adesso ho paura ad uscire di casa"

La storia di Giulia (nome di fantasia) a Parmatoday. L'appello a Salvini: "Il Ministro dice alle donne di denunciare, l'ho fatto tutte le volte che ho subito violenza ma la giustizia non arriva: ora ha solo un divieto di avvicinamento"

Giulia (nome di fantasia) ha 27 anni. Ha denunciato di essere stata ripetutamente aggredita dal suo ex compagno 30enne, fino all'episodio più eclatante del 16 gennaio 2016. Quel giorno, davanti a numerosi testimoni, alcuni dei quali poi si sono dileguati, fu aggredita all'interno di un negozio in via d'Azeglio a Parma. Era in compagnia del figlio e le furono dati in totale 50 giorni di prognosi, tra i 30 del Pronto Soccorso e i 20 dopo la visita maxillo-facciale. Il processo per stalking e lesioni pluriaggravate è in corso, l'ultima udienza si è tenuta il 16 aprile ed è stata rinviata a giugno. Giulia ha deciso di raccontare la sua storia a Parmatoday e di lanciare un appello direttamente al Ministro Salvini. 

"Ho il terrore di andare in centro ed incontrarlo: dopo il carcere e i domiciliari ora ha solo un divieto di avvicinamento ma si è anche appostato davanti alla scuola del bambino: per questo ho dovuto fargli cambiare istituto". La donna, che vive con la madre, ha avuto tre figli dal suo ex compagno, di 4, 5 e 8 anni che, dopo le aggressioni e le denunce, le sono stati affidati in via esclusiva dal giudice.

Giulia lancia un appello direttamento al Ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Salvini dice alle donne vittime di violenza di denunciare: io ho denunciato tutto quello che ho subito dal mio ex compagno. E' stato in carcere a Poggio Reale qualche mese, poi ai domiciliari. Ora è a Parma, libero, ed io ho paura. Ha solo il divieto di avvicinamento: dovrebbe rimanere a 600 metri da me". 

Ci può raccontare l'aggressione in via d'Azeglio? 

"Sono stata aggredita dal mio ex compagno il 16 gennaio del 2016 davanti alla chiesa dell'Annunziata in via d'Azeglio mentre mi trovavo all'interno di un negozio. Continuava a tartassarmi di telefonate: mi ha preso da dietro, poi non ricordo cosa sia successo. Mi ha strappato il telefono dalla mano. Io e mio figlio siamo andati in ospedale con l'ambulanza: io ho avuto 30 giorni di prognosi con frattura nasale e della mandibola. Mi ha minacciato di sfregiarmi con l'acido.

Alcuni testimoni sono scappati mentre altri hanno reso la propria testimonianza. Poi, dopo la visita maxillo facciale, mi hanno dato altri 20 giorni di prognosi. Lui è scappato da Parma ed è stato poi arrestato a Napoli. Mi avevano proposto la casa famiglia ma ho preferito continuare a vivere con mia madre. Ha fatto qualche mese a Poggio Reale, poi è stato messo ai domiciliari".

C'erano già stati episodi di violenza? 

"Si c'erano già stati episodi di violenza in strada. E' dal 2014 che presento denunce nei suoi confronti. Mi ha aggredita davanti alla Conad ed ho avuto 8 giorni di prognosi. Poi è successo al Panorama, all'interno del supermercato: lui mi ha preso il telefono, me lo ha rotto e mi sono ferita alle mani. Poi un'atra volta mi ha aggredita alla fermata del bus sempre vicino al Panorama, mi ha rotto il telefono dopo avermi presa per il braccio. Una volta ero in piazzale Pablo con un amico e la bambina e lui prese la bambina dal passeggino e la voleva portare via". 

Avete avuto tre figli, il giudice li ha affidati a lei in via esclusiva..

"Il primo bimbo aveva il mio cognome: ero ragazza madre. Lui gli ha voluto dare il suo e lo ha riconosciuto a tutti gli effetti dopo un pò. La seconda bambina è nata nel 2013, la terza nel 2015. E' dal 2014 che sporgo denuncia contro di lui e nel corso del tempo ne ho ritirate due: una volta perchè mi aveva minacciato dalla Germania. Ero in gravidanza. Una volta sono stata operata per problemi di cuore e lui mi minacciava al telefono, dicendo che ero una stronza, dovevo crepare e che mi doveva venire un'infarto".

Dopo l'arresto e i domiciliari cos'è successo? 

"Quando era ai domiciliari diversi profili falsi mi scrivevano su Facebook: ho il sospetto che sia stato lui ed ho presentato la denuncia ai carabinieri: c'era un profilo in cui faceva vedere anche una mannaia con il messaggio: "La mannaia per chi ha la lingua lunga". 

Il processo per stalking e lesioni pluriaggravate è in corso, come vive oggi? 

"Ho paura e non vado in centro per non incontrarlo. Lui è a Parma e io non sono tranquilla. Mi rivolgo direttamente al Ministro Salvini. Io mi chiedo cosa serve denunciare se poi non c'è giustizia? Cosa dobbiamo denunciare? Sono passati tre anni e voglio chiudere questo capitolo, il 16 aprile ci sarebbe dovuto essere la sentenza ma non c'è stata e l'udienza è stata nuovamente rinviato. Io voglio vivere come una persona normale e sto cercando di rifarmi una vita con i miei figli e mia madre ma non posso perchè vivo nella paura". 

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