Donne di qua e di la: dal Marocco a Parma una Onlus per abbattere i pregiudizi

Dal Marocco a Parma, un gruppo di volontarie ha dato vita a una onlus di promozione della cultura tradizionale araba. Mounia El fasi: "Dialogo fondamentale per abbattere i pregiudizi"

Mounia El Fasi durante un reading alla libreria Diari di bordo

"Spesso i problemi di integrazione potrebbero abbattersi con il dialogo, ma molte donne marocchine che hanno un basso livello di scolarizzazione e sono casalinghe non riescono a confrontarsi con il mondo esterno e rischiano di chiudersi in se stesse, per questo è fondamentale per noi trovare il modo di aiutarle a comunicare. Il modo più immediato per loro spesso passa proprio dalla cucina, da quei saperi tradizionali che tramandano di generazione in generazione e che non devono disperdersi con il tempo". A raccontare in che modo un'associazione nata alcuni anni fa da un gruppo di donne del Maghreb riesce a fornire un aiuto concreto a quante ancora non riescono a raggiungere una propria autonomia è Mounia El Fasi, fondatrice di Donne di qua e di la. Abbattere gli stereotipi e i pregiudizi sulla cultura araba attraverso il dialogo, il confronto, ma anche con laboratori didattici per bambini e attraverso la cucina sono gli obiettivi dell'associazione Donne di qua e di la, che da anni si batte per favorire la conoscenza dei saperi tradizionali arabi e favorire l'integrazione nel territorio.

Un'associazione che racchiude un numero crescente di volontarie e che conta già una serie di collaborazioni in favore di progetti di cooperazione internazionale indirizzati al Marocco. Mounia El Fasi racconta a ParmaToday il suo impegno e la forza dei volontari che ormai da tempo aderiscono a iniziative come la festa Multiculturale di Collecchio, il festival Kuminda, Ottobre africano, corsi di italiano per donne straniere, vedendole come occasioni preziose per favorire la socializzazione e il dialogo tra realtà solo apparentemente lontane. Proprio in occasione di Kuminda, Mounia El Fasi sarà ospite di un incontro sull'imprenditoria migrante e il 17, in compagnia di Lah­cen Houc, Blan­dine San­kara e Con­suelo Paris dedicherà un appuntamento sull'importanza della conoscenza delle tradizioni dei luoghi dal Marocco al Burkina Faso nell'ottica del turismo responsabile.

"Un periodo particolarmente delicato quello attuale, che rende ancora più urgente la necessità di favorire un confronto costruttivo - sottolinea -, iniziando proprio dai più piccoli, coinvolgendoli in modo semplice, per favorire la memoria attraverso il racconto, il sapere orale come veicolo di trasmissione primario della conoscenza". L'impegno dell'associazione, che si appoggia a Portos, è quello di accorciare le distanze tra due culture partendo dalla divulgazione, per far conoscere le proprie radici e condividere ciò che più caratterizza l'identità del mondo arabo: "Pensiamo sia necessario affrontare in modo critico i pregiudizi e gli stereotipi della cultura araba, solo in questo modo sarà davvero possibile contribuire alla convivenza civile e farsi carico di comunicare le proprie tradizioni". Donne di qua e di la, come ricorda il nome stesso, punta proprio a creare un collegamento ideale mettendo al centro le donne migranti, protagoniste di un cambiamento possibile solo "accorciando idealmente le distanze, attraverso la parole e i sorrisi per condividere in modo spontaneo anche il rito della preparazione dei piatti tradizionali, che nascondono storie custodite preziosamente, per permettere non solo alle donne arabe che vivono nel territorio di trovare un canale di integrazione più diretto e spontaneo, ma anche di favorire un reciproco ascolto e comprensione.

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