Parma città ciclabile? I Verdi: "In calo i parmigiani che usano la bici"

Presentato da Hassan Bassi, candidato della lista Parma che cambia, un dossier sulla situazione delle piste ciclabili: "Pochi chilometri e quelle che ci sono non garantiscono la necessaria sicurezza"

Pista ciclabile in via Europa

Parma una città a misura di bici? A rispondere alla domanda è Hassan Bassi, candidato Verdi per la Lista “Parma che Cambia”, che ha presentato alla stampa un dossier illustrativo della situazione delle piste ciclabili e ciclopedonali di Parma.
“Una situazione non certo rosea”, ha sottolineato Bassi: “non solo non abbiamo un numero significativo di chilometri, ma spesso, quelle che ci sono non garantiscono la necessaria sicurezza a chi le percorre. Il problema è che molte delle piste ciclabili parmigiane sono state create pensando più a percorsi cicloturistici, ideali per la passeggiata domenicale, che non per costituire una reale e forte alternativa alla mobilità tradizionale”.

A oggi sono 53 i chilometri di piste attualmente esistenti in città. Se per alcuni di queste si può parlare di piste ciclabili a tutti gli effetti, esistono dall’altro lato tracciati in ben più precarie condizioni, con manti stradali sconnessi, segnaletica mancante e numerosi ostacoli, temporanei e permanenti.
Tante le zone critiche evidenziate nel Dossier, a cominciare da Via San Leonardo e via Volturno, per non parlare dei percorsi intorno alla Stazione ferroviaria: “non si può certo dire che chi usa la bicicletta, a Parma, al posto delle più inquinanti automobili, sia incentivato nella sua scelta”.

I dati forniti dalle associazioni ciclistiche cittadine parlano chiaro: la popolazione di parmigiani che utilizzano quotidianamente la bicicletta per spostarsi in città è in declino. Fino a una decina di anni fa, i parmigiani che si servivano abitualmente della bici per gli spostamenti erano circa 18 mila, scesi a 15 mila in pochi anni. Oggi le stime si attestano sulle 12 mila persone. Nonostante i disagi e gli incidenti che costellano le cronache cittadine, Parma resta una delle città italiane dove le due ruote continuano a rappresentare, più che un'alternativa alla mobilità pubblica e privata, un modo di vivere.

Proprio per questo, ribadisce Bassi, bisogna lavorare per elaborare proposte concrete che incentivino realmente la mobilità sostenibile. “Stando alle delibere comunali in libera consultazione, il Comune di Parma ha speso 800 mila euro per la costruzione dell’attuale rete ciclabile (deliberati nel 2004) e 100 mila euro in manutenzione (deliberati nel 2010). Non è poco. Bisogna tuttavia fare di più per aver un sistema integrato di mobilità urbana degno di questo nome e soprattutto l'uniformità della rete da tutti auspicata”. Tre i punti sui quali intervenire immediatamente: messa in sicurezza dei percorsi a oggi esistenti; separazione della mobilità ciclabile da quella pedonale ove possibile; realizzazione di piste ciclabili, ove consentito, direttamente sulla sede stradale.

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“Proponiamo inoltre l’adesione alla campagna ideata dal Times di Londra, a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo. In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In Italia la cifra è doppia”. 
E sui costi per affrontare i miglioramenti necessari all’ammodernamento, Bassi propone: “utilizziamo il 2% del budget derivante dallo scorporo degli oneri contributivi, in modo da non gravare sulle tasche dei cittadini”.

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