Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Droga a fiumi sulle auto rubate e armi per controllare il territorio: arresti anche a Parma

I carabinieri hanno smantellato una banda di pusher che controllavano lo spaccio di hashish, cocaina ed eroina nella nostra città

Sono stati arrestati a Parma alcune delle 32 persone coinvolte nella maxi inchiesta dei carabinieri che ha portato allo smantellamento di una banda italo-nordafricana, che agiva anche nella nostra città. Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti di cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione di auto ed armi ed evasione. 

Armati, circondati da una schiera di vedette pronte a segnalare l'eventuale arrivo delle forze dell'ordine e con cani da guardia al seguito. Un vero e proprio "fortino" dello spaccio, che avveniva soprattutto nelle aree verdi. E proprio su questo "regno" della droga nel 2016 i carabinieri hanno iniziato a indagare dopo la denuncia presentata da una donna che si è presentata in caserma dopo essere stata bloccata tra il verde da un gruppo di spacciatori armati di pistola e palpeggiata. Al centro dell'indagine sono finiti tre distinti gruppi criminali.

Un vero e proprio fortino tra i boschi con "soldati" armati di pistole, fucili, un'ascia e le vedette che si assicuravano che nessuno si avvicinasse ai boschi. E per dare impulso agli affari i pusher si premuravano anche si sponsorizzare la propria attività, inviando messaggi ai clienti affezionati. "Latte (cocaina) e caffè (eroina) buoni. Dalle 10 alle 20". Un negozio di droga che non si fermava quasi mai, nascosto tra i rami e i cespugli delle aree verdi dove ogni giorno - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - erano almeno 250 i clienti che arrivavano qui per cercare una dose.

Hashish, cocaina ed eroina smerciate sulle piazze di spaccio della zona da tre distinti gruppi di pusher che controllavano le aree e che spesso si scontravano anche tra loro per l'egemonia dei territori. E proprio uno dei clienti - come riportato nelle carte dell'inchiesta - ha raccontato di essersi trovato in un'occasione nel bel mezzo di una sparatoria tra i boschi tra spacciatori rivali. 

Le ore di maggiore affluenza erano quelle pomeridiane e serali e tra le 12 e le 23 risultavno almeno 250 cessioni quotidiane di droga, almeno nell'area boschiva di via Per Garbagnate. Sessanta euro per un grammo di cocaina, tre euro un grammo di hahsish, 20 euro per l'eroina: questo il tariffario delle bande di pusher che in tarda serata, a giornata ultimata, spegnevano i telefoni cellulari e raggiungevano le loro abitazioni alcune delle quali situate a Milano (via Degli Apuli) e a Corsico. E proprio qui nell'ambito dell'indagine e durante le perquisizioni nel blitz di lunedì mattina sono stati trovati 240mila euro in contanti e trenta grammi di droga, di cui venti di cocaina.

La piramide del comando vedeva al vertice i capi dei singoli gruppi che si occupavano di approvvigionamento della sostanza stupefacente e delle attività di supervisione nella vendita della sostanza, un gradino più in basso invece era occupato dai sottoposti che si occupavano di lavorare, confezionare e cedere le dosi di droga. Infine la schiera di vedette, alcuni dei quali cittadini italiani, che avevano il compito di controllare il perimetro del "regno" verificando che non ci fossero visite a sorpresa delle forze dell'ordine. 


 

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