Operazione Toscana, sequestrati 3,5 chili di eroina e hashish: cinque arresti

Con l'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare, alle prime luci dell'alba di venerdì 19 luglio i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fidenza coadiuvati dai militari della stazione di Colorno hanno chiuso all'operazione convenzionalmente denominata 'Toscana'

Con l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare, alle prime luci dell’alba di venerdì 19 luglio i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fidenza coadiuvati dai militari della stazione di Colorno hanno chiuso all’operazione convenzionalmente denominata 'Toscana',  iniziata a Marzo 2013 con l’arresto in flagranza di reato di una donna di Colorno, cui hanno fatto seguito altri 4 arresti in flagranza, fino all’epilogo di venerdì scorso. In totale, la droga sequestrata ammonta a 3,5 Kg tra hashish, eroina, cocaina e metadone.

PREMESSA E ORIGINE DELL’INDAGINE. L'indagine è partita nel marzo 2013 da Colorno dove i Carabinieri, penetrando la rete di consumatori di droga, acquisivano precise informazioni sul conto di una operaia colornese di 29 anni, C.M. dedita allo spaccio di hashish a Colorno. Le informazioni ricevute dalla talpa hanno permesso al Nucleo Operativo e ai militari dell’Arma di Colorno di iniziare l’indagine che a Colorno hanno riguardato l'attività di spaccio della 29enne mentre a Parma due fratelli tunisini, identificati grazie al lavoro di pedinamento e controllo ed a centinaia di ore di ascolto di intercettazioni telefoniche. Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Parma. Dr. Giuseppe Amara.  

MODUS OPERANDI. Le indagini hanno permesso di appurare che gli spacciatori rifornivano il mercato essenzialmente di hashish ed eroina provenienti la prima da Milano, la seconda da un fornitore di origine albanese gravitante nel parmigiano. Durante le attività di ascolto emergeva che i soggetti intercettati, al fine di eludere e/o rendere difficoltoso l’accertamento del reato ed il luogo dell’incontro, utilizzavano un gergo particolare per stabilire la quantità di stupefacente da cedere/acquistare, ed il luogo di incontro che era già stato stabilito o veniva cambiato all’ultimo momento. Per lo più, erano utilizzato i dintorni di un bar in via Toscana di Parma, ed è quel luogo che ha dato il nome convenzionale all’indagine.

Per lo spaccio di “eroina”, il contatto tra gli spacciatori ed il rifornitore, di origine albanese, avveniva tramite l’invio di sms, e il quantitativo ed il luogo dell’incontro era già prestabilito e confermato di volta in volta e sempre di persona. Gli “spacciatori” contattati sulla loro utenza telefonica, al fine di sapere la quantità di stupefacente e/o le dosi da cedere, utilizzavano vari linguaggi convenzionali a seconda del tipo di acquirente. Infatti per le cessioni di rilevante quantità, adoperavano come unità di misura le “ore”  (un’ora equivaleva a 100 gr., mezz’ora a 50 gr., etc.), mentre con i singoli acquirenti/assuntori le “persone” (sono da solo, siamo in due siamo in tre, per indicare, sostanzialmente, che necessitavano una, due o tre dosi di sostanze stupefacenti).

I SOGGETTI COINVOLTI. I bersagli principali dell’indagine erano i due fratelli tunisini A. R. di 28 anni e  A.M. di 22 anni. Quest’ultimo si faceva coadiuvare attivamente dalla sua compagna, una donna di origine uzbeka residente a Fidenza P.D.A.  di 20 anni che collaborava attivamente con il fidanzato fungendo spesso da call center, e in diverse occasioni, procedendo personalmente alla cessione di droga per conto del compagno.

Nella rete delle indagini finiva anche un insospettabile impiegato incensurato: T.A., lucano di 26 anniimpiegato presso un’azienda di Parma. L’uomo era un cliente dei due fratelli ma si prestava anche a fare il “corriere” tra Milano e Parma per l’approvvigionamento ed anche  custode della hashish che trasportava da Milano. T.A. costituiva per i due fratelli l’assicurazione contro i controlli di polizia che avrebbero pure potuto portare ad effettuare nei loro confronti una perquisizione domiciliare nel caso fossero stati trovati in possesso delle modiche quantità di sostanze stupefacenti che di volta in volta recavano a destinazione. 

Al di sopra di loro, per quanto riguarda l'hashish, è emerso che il fornitore faceva parte di un cartello di trafficanti nordafricani operanti nel milanese, già al centro di indagini da parte delle forze dell'ordine del capoluogo lombardo. Per quanto riguarda l’eroina, il rifornitore è stato individuato nell’albanese H. K. 24 anni clandestino e senza fissa dimora. Egli aveva sulla piazza di Parma, diversi clienti nordafricani e oltre ai  fratelli tunisini e anche tale N. Z. 33 anni, magrebino disoccupato  residente a Parma .

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GLI ARRESTI E LE DENUNCE IN STATO DI LIBERTA’. Ancora prima dell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse da GIP di Parma Dr.ssa Artusi, le indagini consentivano di trarre in arresto in flagranza:- C.M. l’operaia di Colorno di 29 anni, intercettata la sera del 10 aprile 2013 tra Parma e Colorno a bordo della sua auto all’interno della quale occultava 150 grammi di hashish. La donna attualmente sta scontando in regime di detenzione domiciliare una condanna  patteggiata in due anni di reclusione; P.V. commessa parmigiana di 26 anni, intercettata l’8 maggio 2013 a Parma a bordo della sua auto: sottoposta a perquisizione, era trovata in possesso di 7 grammi circa di eroina ed uno di cocaina; N.Z. tunisino di 23 anni residente a Parma, disoccupato, pregiudicato, intercettato a Parma il 14 maggio 2013 a bordo di autovettura intestata a terze persone, a bordo della quale  occultava 30 grammi di eroina ed 1 di hashish; - T.A., il lucano di 26 anni residente a Parma, impiegato, corriere e custode della droga, bloccato sull’A1 il 18 Maggio 2013 proveniente da Milano; sull’auto sotto i sedili erano rinvenuti Kg 2,120 di hashish in 10 panetti; dopo la convalida dell’arresto, grazie alla condizione di incensurato, otteneva dal GIP la concessione degli arresti domiciliari nel paese di origine, Marsicovetere (PZ);

H.K., l’albanese fornitore di eroina, sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 4 giugno 2013 per evitare che, come sembrava di sentire dalle sue comunicazioni, potesse trasferire la sua area di marketing in zone economicamente più produttive così facendo perdere le sue tracce; Il 18 Luglio u.s. erano tratti in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare: 1. M. A, nato in Tunisia nel  1991 e dimorante in Parma via Testi, posizione soggiorno regolare, nullafacente, pregiudicato;  R. A, nato in Tunisia il 7 set 1985, residente a Parma via Cocconi, posizione soggiorno regolare, nullafacente, pregiudicato; al momento dell’arresto, l’uomo aveva già programmato la partenza per la Tunisia per il giorno seguente; P. D. A. del  1993  originaria dell’ Uzbekistan, residente a  Fidenza via Oberdan, cittadinanza italiana, nullafacente, la compagna di A.M. Nel corso delle perquisizioni locali eseguite contestualmente all’esecuzione delle ordinanze, anche con l’ausilio di unita cinofila dei Carabinieri del Nucleo Cinofili  per la ricerca di stupefacenti del erano rinvenute: presso l’abitazione di  A.M. grammi 160 hashish, grammi 4 cocaina, grammi 8 eroina, € 2715 in contanti provento  di attività’ spaccio; presso l’abitazione d del fratello A.R., grammi 64 eroina e ml 150 circa metadone.

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