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Ovuli nei cortili della scuola, il vicepreside del Da Vinci: "Minacce e botte a chi non paga, situazione gravissima"

"Qualcuno dei nostri ragazzi è stato preso per i capelli, uno ha ricevuto un pugno nello stomaco. C'è il parco vicino, abbiamo bisogno di controlli"

"Il discorso è questo: il problema della droga tra i ragazzi è un problema che esiste".  Giuseppe Menditto, vicepreside dell'Itis Leonardo Da Vinci non si nasconde dietro un dito. Sa che la prevenzione del fenomeno, sempre più diffuso tra ragazzi adolescenti, si fa anche con la sensibilizzazione, con la denuncia e con il riconoscere che, difatti, il problema esiste eccome. All'ingresso di via Toscana e alla fine, prima della rotonda che porta poi in Via Lazio ci sono due pattuglie della Municipale. Quattro agenti per controllare il traffico e quello che succede all'uscita dalle scuole, quando la zona somiglia ad un centro commerciale o a un piazzale in cui aspettano un concerto, data la densità di ragazzi che si concentrano tra i quattro plessi. "Ci sono 3500,  4000 ragazzi - spiega il vicepreside - Notiamo gente strana che usa le platee studentesche per poter fare soldi facili. Abbiamo sollecitato due volte le forze dell'ordine, c'è stato il Prefetto e abbiamo cercato sempre di più di parlarne con i ragazzi. Richiedevamo maggiori controlli anche perché nei pressi c'è il parco Eridania, dove molti dei nostri alunni hanno subito delle aggressioni. Uno di loro è stato tirato per i capelli, un altro ha ricevuto un pugno nello stomaco. Maggiori controlli fanno sicuramente piacere". E nelle riunioni tra dirigenti Menditto e compagnia hanno cercato di capire in che modo sottrarre questi ragazzi, non tutti per fortuna, a certi divertimenti.

IMG_8964-2"Abbiamo inaugurato un bar all'interno della scuola e uno dei motivi che ci ha spinto ad accelerare è stato portare dentro i ragazzi quando arrivano presto la mattina, sottraendoli agli adescamenti che ci sono fuori dalla scuola. Il bar ovviamente è sorvegliato dal personale della scuola. Oltre che dagli addetti ai lavori. Il ritrovamento della droga non è stata una sorpresa. Detto che non è compito nostro controllare perché possiamo fare pochissimo, non perché non vogliamo, ci poniamo spesso il problema e osserviamo e dei movimenti strani. Ci sono facce poco raccomandabili che non sono dei nostri studenti. Hanno ritrovato degli ovuli nel cortile, non è una sorpresa per noi.  I genitori ci chiedono che ci sia maggiore controllo, sabato scorso abbiamo avuto sei settecento persone in Aula Magna a vedere la nostra scuola. Ci hanno chiesto cosa stesse succedendo a proposito delle notizie che avete riportato. L'intervento era stato sollecitato dalle scuole tramite il Prefetto e mi sono parsi contenti i genitori. Abbiamo avuto anche dei ragazzi, molti hanno ricevuto minacce: "Dammi i soldi o ti spacco la testa". Situazione pesante". Ma Menditto e gli altri dirigenti non mollano. "Non abbiamo paura, il problema è che non possiamo controllarli al cento per cento. Personalmente non sarei in grado di distinguere tabacco da sostanze stupefacenti. C'è il divieto di fumo assoluto, quello sì, ma quando escono da scuola possono fare quello che vogliono e magari portare la droga dentro. I luoghi topici della scuola sono sorvegliati da insegnanti. Se vengono notati movimenti strani veniamo avvisati e agiamo subito.Puntiamo molto sulla sorveglianza".

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