Via Brennero, 'assediati' dal Ponte Nord: "Sindaco, vieni a vedere!"

La storia di 5 anni di battaglie dei residenti contro il cantiere e l'apertura della via al traffico, tra inquinamento, strade senza marciapiedi e anziani costretti a chiudersi in casa. Angelo: "Pizzarotti ti invitiamo, vedrai il nostro disagio. Nessuno ci ha ascoltato"

"Mi sento come Don Chisciotte che deve combattere contro i mulini a vento e temo che vinceranno loro". Le parole di rammarico di Angelo, abitante di uno dei condomini di via Brennero che si affacciano sul Ponte Nord. Cinque gli anni di battaglia contro quel cantiere che dal suo inizio ha minato la serenità dei residenti. Innalzamento dei livelli di inquinamento ambientale e sonoro, disagi per i lavori in corso, alberi abbattuti e sostituiti dall'asfalto, persone anziane costrette a chiudersi in casa o sedersi tra un palazzo e l'altro.

Un quartiere abbandonato a se stesso, dove non ci sono i marciapiedi, come in via Sassari, dove il passare delle auto prima attutito dalla presenza di alberi alti oltre 10 metri, ora è una costante delle giornate di chi, come Angelo, aveva scelto via Brennero per trasferirsi con la sua famiglia 15 anni fa. "Era una strada a vicolo cieco e via Europa allora era solo una stradina di campagna. Prima vivevamo in via D'Azeglio ma per il tipo di lavoro che facciamo io e mia moglie, operaio e infermiera, avevamo bisogno di un luogo tranquillo, e questo lo è. Anzi, lo era", aggiunge rammaricato.

Lavori per la realizzazione del Ponte Nord e dello sbocco di collegamento stradale in via Brennero che hanno fatto discutere, ma non abbastanza secondo i residenti, che lamentano la totale assenza di ascolto da parte di istituzioni, associazioni, sindacati. Nessun aiuto concreto, nessuna volontà di dialogo a parte qualche incontro, come il presidio Pd San Martino, a cui non sono seguite iniziative concrete ma solo "belle parole" afferma Angelo, che racconta quando, con la precedente amministrazione Vignali, avesse cercato invano un dialogo.

"Aspettavo l'arrivo dell'Assessore Mora quasi ogni giorno al cantiere, per avvicinarlo e cercare di parlargli per spiegare i nostri disagi. Era perfino arrivato a dire che non dovevamo lamentarci perchè certo non eravamo murati in casa". Chi la pensa diversamente dall'ex assessore è l'anziana signora che stende i panni sul balconcino che si affaccia sul ponte, o la famiglia con due figli adolescenti che ha lasciato la propria abitazione per trasferirsi altrove. Ragazzini che prima giocavano a pallone in via Brennero con il figlio della vicina di fronte, ormai un ricordo del passato. Anziani che si sedevano fuori di casa per fare due chiacchere e passare il tempo, ora chiusi in casa o ridotti a sedersi in una piccola porzione di asfalto ricavata dallo spazio tra due palazzine.

"Non siamo contrari all'uso del Ponte Nord, ormai è stato fatto – sottolinea Angelo –. Ciò che contestiamo è l'apertura di via Brennero al traffico, perchè insensata, non ha nessun collegamento utile, comporterebbe solo un ulteriore disagio ai residenti. Nessuna utilità dal punto di vista dei collegamenti. Per limitare il traffico e i disagi in via Cagliari, bisognerebbe evitare che si svolti a sinistra in via San Leonardo, facendo si che le auto che devono andare in via San Leonardo prendano via Milano girando a destra.

"Vorremmo che la strada non venga aperta ma si riconverta rendendola per metà ciclo pedonale e per l'altra metà con gradoni e alberi con panchine, in modo da ricavare un piccolo spazio verde per rendere più vivibile la vita in un quartiere straziato dai lavori. Non abbiamo alberi, non abbiamo spazi verdi, i più vicini sono parco nord e Ducale, non abbiamo panchine per i nostri anziani e luoghi dove far giocare i bambini". Una situazione di disagi che tocca gran parte del quartiere. Una delle idee dei residenti è pulire l'area della ex Robuschi e ricavarne un piccolo parco, con qualche panchina".

La richiesta avanzata da Angelo e condivisa dai residenti, è di invitare il sindaco Pizzarotti a recarsi in via Brennero per parlare con i cittadini, capire l'entità dei disagi e il malessere dei cittadini. "Vorrei solo che Pizzarotti venisse qui a parlare con noi, lo accoglieremo spiegandogli i nostri disagi, nella speranza che aver votato per lui nel segno del rinnovamento possa davvero significare un taglio con l'ottica della costruzione a tutti i costi, a scapito del benessere quotidiano".

Nessun risarcimento per i danni subiti, ad eccezione di chi si trova al piano terra, appartamenti che inevitabilmente rischiano di svalutarsi sul mercato, e sconforto per il mancato ascolto da parte delle istituzioni i sentimenti racchiusi nelle parole di Angelo, portavoce di un malessere condiviso da tempo di un quartiere "popolare, fatto di operai e anziani che non ha voce in capitolo sulle scelte fatte in casa propria". L'accorato appello che Angelo rivolge a Pizzarotti è di recarsi al più presto di persona dai residenti e ascoltare le loro istanze.

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