Operaio morto sul lavoro, il Pci: "Gravissimo e inaccettabile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

È un fatto gravissimo ed inaccettabile che si continui a morire per il lavoro. Nello stesso giorno un ragazzo di 23 anni di Parma, Edoardo Mora, che si era affacciato di recente al mondo del lavoro, è stato schiacciato da un escavatore che conduceva, peraltro senza abilitazione. Fatto ancor più grave quello avvenuto a Piacenza, dove Abd Elsalam Ahmed Eldant, operaio egiziano di 53 anni con 5 figli, è stato travolto ed ucciso da un camion durante un picchetto, indetto per la mancata regolarizzazione dei precari, davanti allo stabilimento logistico del Corriere GLS. È compito della Magistratura ricostruire i fatti, ma se verrà confermata la versione dei colleghi dell'operaio, secondo i quali il camionista, istigato da dipendenti dell'azienda che non aderivano alla protesta, ha deliberatamente forzato il presidio, si tratterebbe di un omicidio la cui barbarie ha pochi precedenti.

La Federazione del PCI di Parma, manifestando il proprio cordoglio alle famiglie dei due operai, auspica una reazione forte ed una mobilitazione unitaria di tutte le sigle sindacali ed una presa di posizione chiara da parte delle Istituzioni che, di fronte ad episodi di questa rilevanza, non possono continuare a tacere o minimizzare. L'imbarbarimento dei rapporti di lavoro e la conseguente perdita di tutele legislative hanno diminuito negli anni la sicurezza nei luoghi di lavoro, nella totale indifferenza istituzionale. È ora di invertire la rotta con scelte coraggiose, assumendosi ognuno, nel suo ruolo, la propria responsabilità.

PCI-Fedrazione di Parma

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