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Emergenza abitativa, la Rete Diritti in Casa sollecita le istituzioni

L'associazione preme per l'apertura di un tavolo di emergenza per risolvere il problema abitativo a Parma, in particolare per coloro che non rientrano in nessuna graduatoria comunale come i migranti che hanno perso il lavoro

Lettera della Rete Diritti in Casa al prefetto, al sindaco, al presidente della Provincia, all'assessore alle Politiche abitative del Comune e agli assessori alle Politiche sociali di Comune e Provincia.

"La Rete Diritti in Casa e gli occupanti di via Bengasi intendono con la presente sollecitare

-    Il reperimento di una soluzione definitiva del problema abitativo di tutti gli occupanti

-    L’apertura immediata di un tavolo di emergenza in cui si affronti il problema abitativo a Parma

L’apertura del tavolo di emergenza risulta essere ancora più urgente in quanto di settimana in settimana il numero di famiglie e di lavoratori che si rivolgono allo sportello della Rete aumenta esponenzialmente. Il freddo di questi giorni rende ancora più disperata e grave la situazione di chi dorme per strada nella nostra città. Ci sentiamo inoltre di dover considerare il numero di casi che ci troviamo ad affrontare come la punta di un iceberg, l’emergenza abitativa a Parma è un problema reale e sempre più pressante.

Le richieste che porteremmo al tavolo di trattative sono:

-   Moratoria degli sfratti

-   Blocco dell’alienazione degli immobili pubblici e conversione degli stessi in alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e in nuove tipologie di alloggi idonei ad ospitare anche quelle fasce di popolazione che ad oggi non rientrano in nessuna graduatoria (come ad esempio i migranti che hanno perso il lavoro a causa della crisi).

- Proposta di progetti di autorecupero di immobili pubblici, rimasti inutilizzati e/o in evidente stato di degrado, al fine di recuperarli dandoli in gestione direttamente agli inquilini, con una forte riduzione dei costi per gli enti pubblici, che in questo modo ne rimarrebbero proprietari evitandone l’alienazione. A questo proposito si possono prendere ad esempio diversi progetti attivi da anni in molte città europee e perfino nella Regione Lazio.

Le nostre proposte mirano a offrire occasioni di sistemazione anche per coloro che oggi sono esclusi dalle forme di welfare pubblico, pur vivendo una situazione lavorativa molto precaria.

Vogliamo inoltre ribadire che la risoluzione organica del problema della casa rimane responsabilità dell’amministrazione pubblica attraverso la predisposizione di adeguate politiche sociali e abitative e che rimane nostra opinione la risoluzione del problema della sicurezza attraverso la soluzione di queste situazioni piuttosto che con interventi di forza pubblica".

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