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L'esecuzione di uno sfratto in via Bramante a Parma

L'esecuzione di uno sfratto in via Bramante a Parma

Emergenza casa, allarme di Sunia e Cgil: "Sfratti in aumento del 13%"

Emanuela Betti Pico del sindacato inquilini e Patrizia Maestri, segretaria generale Cgil, denunciano la situazione emergenziale: "Si è svuotato di risorse il contributo per l'affitto"

Anche a Parma il problema della casa si aggrava ogni giorno che passa, sia per l'aumento di sfratti per morosità, causati dalla perdita del lavoro, sia per il numero crescente di famiglie che hanno difficoltà a pagare l'affitto. “Se confrontiamo il numero degli sfratti emessi dal Tribunale di Parma nel primo trimestre di quest'anno – spiega Emanuela Betti Pico, responsabile provinciale del Sunia -, con quello relativo al primo trimestre 2011 notiamo, purtroppo, un incremento di oltre il 13%, incremento destinato ad avere riflessi anche sulle esecuzioni e, dunque, ad alimentare il fenomeno dell'emergenza senza soluzione”.

Paradossalmente – aggiunge Emanuela Betti Pico - si è svuotato di risorse il contributo per l'affitto, che quest'anno è talmente esiguo da rasentare l'elemosina e per l'anno prossimo è totalmente azzerato. Ciò significa che oltre duemila famiglie non riceveranno più alcun aiuto per l'affitto, proprio nel momento in cui gli effetti della crisi sono più drammatici”. “I governi Berlusconi prima e Monti oggi – rincara Patrizia Maestri, segretaria generale della Cgil di Parma - non solo hanno eliminato il fondo, hanno, con la cosiddetta “ cedolare secca” fatto un enorme regalo alla proprietà più abbiente senza alcuna contropartita sul fronte della riduzione dei canoni o dell'emersione del nero, proprio quando, invece, la riduzione dei canoni doveva essere l'obiettivo principale per riuscire a governare il mercato e di conseguenza l'emergenza”.


“Il cosiddetto piano di edilizia abitativa, poi – precisa ancora Betti Pico - non ha prodotto né un alloggio, né un cantiere e del piano per le città sappiamo solo che dovrebbe essere finanziato in parte con i fondi dell'edilizia sociale, con ciò realizzando l'ennesima guerra fra poveri. Quel che serve, invece, sono interventi concreti per riformare il regime delle locazioni, per rilanciare fattivamente una offerta di alloggi in locazione a canoni sostenibili, per la riqualificazione ed il recupero dell'esistente oltre ad un rifinanziamento adeguato del fondo affitti”. “Occorrono risorse -sottolinea la Maestri- per adottare da subito strumenti per governare l'emergenza come ad esempio le Agenzie Casa comunali; bisogna aprire tavoli istituzionali per ricontrattare il livello degli affitti per le morosità cercando di renderlo più compatibile con il reddito delle famiglie" 

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