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Cronaca

Emergenza climatica, si moltiplicano gli eventi climatici in Italia: a Parma 13

In Emilia Romagna 18 dall'inizio del 2022

La crisi climatica accelera sempre di più la sua corsa insieme agli eventi estremi, che stanno avendo impatti sempre maggiori sui Paesi di tutto il mondo, a partire dall’Italia. Nei primi dieci mesi del 2022, già 18 eventi climatici estesi, il numero più alto finora dal 2010. A Parma 13 in questo arco temporale. Nella Penisola 254 fenomeni meteorologici estremi, un +27% di quelli dello scorso intero anno. Preoccupa anche il bilancio degli ultimi 13 anni: dal  1 Gennaio 2010 al 31 ottobre 2022 si sono verificati in Italia 1.503 eventi estremi con 780 comuni colpiti e 279 vittime. Tra le regioni più colpite: Sicilia (175 eventi estremi), Lombardia (166), Lazio (136), Puglia (112), Emilia-Romagna (111), Toscana (107) e Veneto (101).   

È quanto emerge in sintesi dalla fotografia scattata dal nuovo report “Il clima è già cambiato” dell’Osservatorio CittàClima 2022 realizzato da Legambiente, con il contributo del Gruppo Unipol, e sintetizzato nella mappa del rischio climatico. Entrando nello specifico, su 1.503 fenomeni estremi ben 529 sono stati casi di allagamenti da piogge intense come evento principale, che diventano 768 se si considerano gli effetti collaterali, quali grandinate ed esondazioni; 531 i casi di stop alle infrastrutture con 89 giorni di blocco di metropolitane e treni urbani, 387 eventi con danni causati da trombe d’aria. 

FOCUS EMILIA-ROMAGNA 

In un situazione storica che vede l’Italia hotspot del cambiamento climatico, ovvero dove gli effetti di tale cambiamento si verificano in anticipo rispetto ad altre zone, l’Emilia-Romagna è – per la propria conformazione morfologica e geologica – la regione a più alta superficie esposta a rischio idraulico rilevante: relativamente allo scenario di pericolosità medio (relativo ad eventi metereologici estremi con tempo di ritorno tra i 100 e 200 anni), la superficie interessata è pari al 45% rispetto ad una media nazionale dell’8% (dati dell’ultimo rapporto ISPRA 2018 sullo stato del rischio idrogeologico della penisola).  

La crisi climatica, dunque, si fa sentire con particolare forza in Emilia-Romagna, dove ci si avvia alla chiusura dell’anno con l’ottobre più secco e caldo dal 1961. Grande protagonista di questo annus horribilis è stata infatti la siccità estrema, che ha visto la portata del fiume Po ai minimi storici. La siccità ha influenzato anche il contesto cittadino: prendendo ad esempio i dati relativi alla città di Bologna, si nota un’anomalia negativa nelle precipitazioni nel 2020 pari a -211,9mm rispetto alla media 1971-2000. La siccità ha costretto quest’anno le Amministrazioni del bacino padano ad adottare ordinanze per limitare il consumo idrico, un evento storico per la nostra regione.   

Il tema siccità non deve però distrarre rispetto agli eventi metereologici estremi di altra natura, che hanno interessato il territorio regionale: dopo una leggera tregua nel 2021, il totale complessivo degli episodi continuano ad aumentare di anno in anno. Quando ancora mancano 40 giorni alla fine del 2022, si contano già 18 eventi estremi in Emilia-Romagna, il numero più alto finora. 

Questa annata di grave instabilità ha sicuramente peggiorato lo stato idrogeologico del territorio regionale: l’alternarsi di lunghi periodi di siccità e precipitazioni sempre più rade ma più intense, insieme all’avanzamento del consumo di suolo impermeabilizzato, ha creato le condizioni favorevoli per il verificarsi di alluvioni che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone.  

Un chiaro esempio della vulnerabilità delle nostre città di fronte ai fenomeni metereologici estremi si è potuto osservare nel corso dell’estate: nelle giornate del 17-19 agosto un’importante precipitazione ha interessato il territorio tra Modena, Parma e Ferrara, con copiose grandinate che hanno provocato forti danni e allagamenti nei centri urbani. Tra le città colpite dall’evento estremo, Ferrara ha potuto misurare un quantitativo di pioggia che ha superato in due giorni la metà delle precipitazioni cadute complessivamente nell’anno precedente, con un picco di 54,6mm di pioggia in un’ora nella giornata del 19 agosto.  

Un altro aspetto da non sottovalutare è la fragilità della costa, che continua ad essere colpita dal fenomeno dell’erosione. Gli ultimi dati ISPRA, aggiornati a Maggio 2022, confermano una tendenza drammatica di consumo di suolo costiero, con 5 km di costa naturale persa all’anno negli ultimi vent’anni per un totale di 100km.  

Anche nell’area costiera l’intensificazione degli eventi estremi unita all’impermeabilizzazione dei suoli crea danni economici e mette a rischio la popolazione. Solo nel 2022 si sono verificate due intense mareggiate, ad aprile e a settembre, che hanno causato gravi danni sia agli edifici pubblici che alle strutture ricettive della costa. I maggiori danni si sono verificati in entrambi i casi nel litorale di Cesenatico (FC), dove l'ingressione marina è arrivata addirittura a interessare i centri urbani retrostanti la costa, oltre a danneggiare gli stabilimenti balneari. 

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