"Emergenza sociale solo all'inizio: in tre mesi 8.257 pasti in più rispetto a un anno fa"

Cecilia Scaffardi, direttrice di Caritas: "Tra marzo, aprile e maggio abbiamo consegnato 1.164 forniture di pacchi alimentari in più"

Era prevedibile che l’emergenza sanitaria sfociasse, prima o poi, in quella sociale. Le cause del maledetto coronavirus sono devastanti. E per innumerevoli motivi siamo destinati a trascinarcele dietro più o meno per un tempo lungo. “Siamo arrivati a un primo step in cui avanza moltissimo la richiesta alimentare – dice Cecilia Scaffardi, direttrice di Caritas -. Tra marzo, aprile maggio di quest’anno abbiamo assistito a un aumento notevole. Sono 8.257 pasti in più in mensa messi a disposizione di chi ha bisogno. Una cifra importante che fa il paio con le 1.164 forniture di pacchi alimentari in più”. Ma se i numeri preoccupano, va detto che gli stessi evidenziano solamente il primo passo verso una situazione destinata ancora a crescere nel suo disagio. “Lo vediamo come l’apice di un problema che si sta manifestando adesso ma è sempre legato all’origine di tutto: il coronavirus. Ora emergono altri bisogni. Perché se con l’emergenza sanitaria sono stati sospesi gli sfratti esecutivi, le utenze in caso di ritardo non sono state distaccate e nel complesso abbiamo assistito a maggiore comprensione, adesso emergono bisogni di tipo economico per i lavorativi, che attualmente sono persone con contratti precari e a chiamate senza ammortizzatori sociali. Siamo solo all’inizio di questa fase – conclude la Scaffardi -, ci aspetta un’esplosione nei prossimi mesi. L’emergenza sociale non è finita, è solo cominciata”.

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