Endometriosi e inquinamento ambientale

Diverse sono le sostanze dannose e tossiche che contribuiscono sempre più spesso ed in modo preoccupante all'aumento di varie patologie croniche e non. Il convegno organizzato dalle volontarie del gruppo di Parma e patrocinato dal Comune di Parma, vuole fare il punto della situazione su eventuali correlazioni tra endometriosi ed inquinamento ambientale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

"Endometriosi ed inquinamento ambientale"

Questo il titolo del convegno promosso dall'Associazione Progetto Endometriosi A.P.E. Onlus con il Patrocinio del Comune di Parma.

Il 16 novembre dalle ore 21.00 presso l'Auditorium Toscanini, Via Cuneo 3, si accenderanno i riflettore su questa malattia femminile che colpisce circa 3 milioni di donne in età fertile.

Nel corso della serata, che ha principalmente scopo divulgativo, interverranno il Dott. Carlo Alboni - Responsabile ambulatorio endometriosi Ospedale Civile di Sassuolo che spiegherà nel dettaglio la patologia endometriosica e porterà una relazione dal titolo "inquinamento ed endometriosi, incidenza e numeri della provincia di Modena"; la Dott.ssa Patrizia Gentilini - oncoematologa ISDE Forlì - Associazione Medici per l'Ambiente che parlerà dei rischi per la salute causati dall'inquinamento;

Gabriele Folli - Assessore all'Ambiente, Mobilità e Trasporti Comune di Parma e

Marisa Di Mizio - Presidente A.P.E. Onlus

Dati e studi recenti dimostrano quanto l'ambiente che ci circonda incide sull'insorgenza di malattie croniche tra le quali appunto l'endometriosi che si stima colpisca 3 milioni di donne in età fertile in Italia, 14 milioni in Europa.

Il costo delle giornate di lavoro perso (in Europa) a causa dell'endometriosi, è stimato intorno ai 30 miliardi di euro.

Purtroppo le percentuali sono in aumento ed al momento non sono disponibili ulteriori statistiche relative ai casi di endometriosi in Europa ed in Italia in quanto, nonostante gli appelli delle istituzioni, non è stato ancora istituito un registro nazionale.

 

Per una consapevolezza sempre maggiore, per comprendere cosa possiamo fare concretamente per evitare danni all'ambiente e quindi alla nostra salute, è importante la partecipazione della cittadinanza.
L'informazione è l'unica arma di prevenzione disponibile che non costa nulla, ma che fa tanto bene!

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