Endometriosi, le volontarie dell'Ape onlus in Piazza Garibaldi

Le volontarie di Parma dell'APE Onlus saranno sabato 12 maggio in Piazza Garibaldi con un tavolo informativo dalle 09 alle 15 per alzare il velo di silenzio e sottovalutazione su questa patologia dolorosa, invalidante e subdola

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In Italia una su otto è affetta dalla malattia: oltre tre milioni in totale. In Europa sono 14 milioni e nel mondo le donne in età fertile colpite sono 150 milioni. Dopo l'importante Convegno Nazionale realizzato lo scorso 10 marzo presso la Camera di Commercio che ha visto la presenza di oltre 400 persone provenienti da tutta Italia, le volontarie di Parma dell'APE Onlus saranno sabato 12 maggio in Piazza Garibaldi con un tavolo informativo dalle 09 alle 15 per alzare il velo di silenzio e sottovalutazione su questa patologia dolorosa, invalidante e subdola.

Occorrono molti anni per avere una diagnosi certa e spesso è necessario più di un intervento chirurgico. L'endometriosi lavora in silenzio e può occludere le tube, creare aderenze, distorcere gli organi riproduttivi, provoca dolori forti durante il ciclo e l'ovulazione, dolori durante o dopo i rapporti sessuali, dolore pelvico cronico, cistiti ricorrenti, perdite intermestruali, colon irritabile. Da anni l'Ape - un gruppo di donne affette da endometriosi che si basa sul reciproco sostegno, conforto e aiuto - è impegnata in un'importante campagna di sensibilizzazione.

Per qualsiasi tipo di informazioni sull'evento, è possibile inviare una mail all'indirizzo parma@apeonlus.com.

Ape onlus è un'associazione senza scopo di lucro che nasce nell'ottobre del 2005 su iniziativa di un gruppo di donne, con esperienza di endometriosi vissuta sulla propria pelle o con storie di volontariato attivo in altre realtà. La presidente è Marisa Di Mizio. L'obiettivo principale di Ape onlus è quello di diramare notizie e informazioni su una malattia così diffusa, ma così poco conosciuta.

Attraverso il racconto di esperienze e testimonianze si vuole porre una crescente attenzione verso una patologia di cui gli stessi specialisti sovente sottovalutano le diverse implicazioni. Creare una rete di collegamento con altre associazioni per ottenere diritti e riconoscimento da parte delle strutture pubbliche e della legislazione per campagne di sensibilizzazione tra le donne, in consultori e presso i medici di base.

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