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Riecco Giuli, che voleva tutelare il suo 10% al Parma: sequestrati 182 milioni

Il patron di Energy T.I. Group, socio di Ghirardi dall'aprile 2014, quando con la sua società riuscì a formalizzare un accordo di sponsorizzazione che comprendeva anche delle quote in società, è indagato per truffe milionarie

Il nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un sequestro per 182 milioni di euro nei confronti di Roberto Giuli, ritenuto dalla Procura di Milano a capo della galassia societaria "Energy Trading International" e indagato per una serie di truffe da centinaia di milioni di euro ai danni di Snam Rete Gas.

Il Pm, Tiziana Siciliano, ha disposto pertanto, un sequestro preventivo d'urgenza, dato che si ipotizza il reato di associazione a deliquere finalizzata alla truffa, a carico di Giuli e altre quattro persone, tutte residenti fra Svizzera e Lussemburgo.

Gli inquirenti hanno ricostruito il modo in cui Giuli e i suoi operavano: secondo l'accusa, l'imprenditore che ha accostato anche il suo nome a quello del Parma, prima che questo fallisse nel marzo 2015, acquistava gas da Snam con una società, non lo pagava, poi facesse fallire la vecchia azienda e ne costutuiva un'altra, sempre riferibile secondo l'accusa a lui. Per poi acquistare altro gas, sempre con lo stesso meccanismo. Sono diverse e con nomi diversi le società fallite ritenite riferibili al finanziere.

Secondo il Corriere della Sera, Giuli utilizzava i soldi della truffa in questo modo: "Per viaggiare quasi ogni giorno su un jet privato tra Roma e Milano, lo stesso con il quale la moglie di Giuli andava a fare shopping a Parigi nel fine settimana, oppure comprare due Ferrari e due Bentley da sogno e magioni principesche a Roma, Milano o in Costa Azzurra nelle quali si svolgevano feste da mille ed una notte".

Da quei fondi sarebbero arrivati anche i denari per l’acquisto del 10% del Parma Fc e per la sponsorizzazione della Juventus, del Team Pramac e della squadra di pallavolo Diatec Trentino. La replica dell'avvocato difensore Francesco Vergine a Reuters non si è fatta attendere: "Ci sono imprecisioni nella ricostruzione dei fatti. Abbiamo interesse, voglia e possibilità di chiarire la nostra posizione e, prima di un ricorso al Riesame nell'eventualità della convalida del gip, presenteremo una memoria al pubblico ministero, col quale vogliamo collaborare".

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