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Epatite C, dall’Europa 3 milioni di euro per la ricerca

Il progetto presentato dai ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma si propone di diminuire l’incidenza delle infezioni croniche da virus C. Partecipano allo studio alcuni dei più importanti gruppi europei

La commissione europea ha approvato un progetto triennale nell’ambito del VII programma quadro nell’area tematica “Eventi precoci nell’epatite acuta da virus C (HCV) con l’obiettivo di identificare nuovi biomarcatori” proposto dalla struttura complessa di Malattie infettive ed Epatologia dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Il progetto che aggrega 14 gruppi di clinici e ricercatori internazionali è stato finanziato complessivamente con 3 milioni di euro.

Lo scopo principale delle ricerche è l’identificazione di strategie per accrescere la possibilità di diagnosi precoce delle infezioni da HCV, che in molti casi non sono riconosciute in quanto prevalentemente asintomatiche, al fine di trattarle nella fase in cui risultano più sensibili alle terapie anti-virali, con la conseguente diminuzione dell’incidenza di infezioni croniche.

Il progetto si propone inoltre di identificare nuovi marcatori predittivi dell’evoluzione dell’infezione, attraverso la caratterizzazione dei meccanismi immunologici, molecolari e genetici responsabili del controllo dell’infezione e del danno epatico associato. Il miglioramento della gestione clinica delle infezioni acute da HCV dovrebbe quindi permettere di migliorare la qualità di vita dei pazienti infettati e di diminuire l’impatto socio-sanitario provocato dal virus, abbassandone l’incidenza.

Compito specifico del gruppo di Parma sarà quello di coordinare tutti gli studi di immunologia cellulare, caratterizzando in particolare i meccanismi attraverso i quali i linfociti T controllano il virus e rendono possibile la guarigione dall’infezione, nell’intento di definire nuovi profili immunologici predittivi di guarigione, da utilizzare nella gestione clinica quotidiana dei pazienti.

Il gruppo di  ricerca di Parma, diretto da Carlo Ferrari e del quale fa parte anche Gabriele Missale nel ruolo di responsabile del laboratorio di Malattie infettive e Epatologia, è riuscito, grazie al credito scientifico acquisito a livello internazionale, ad aggregare alcuni dei gruppi di ricerca più importanti in Europa nel campo dell’epatite C,  in virtù delle competenze acquisite nei settori dell’immunologia, della virologia e della biologia molecolare delle infezioni da HCV .

Tra i partner europei sono presenti ricercatori tedeschi inglesi, spagnoli e svizzeri che con i loro studi hanno permesso di caratterizzare alcuni meccanismi fondamentali attraverso i quali il nostro sistema immunitario ci difende dall’infezione da virus dell’epatite C e alcuni dei meccanismi che il virus utilizza per persistere nell’organismo infettato, determinando malattia cronica di fegato. Al progetto parteciperanno anche tre gruppi di clinici e ricercatori egiziani ed un gruppo di ricercatori del Marocco, la cui inclusione è stata specificamente richiesta dalla commissione europea per instaurare rapporti di collaborazione fra Europa e paesi nord-africani, in cui la prevalenza di epatite C è particolarmente elevata e pone problemi socio-sanitari di prioritaria importanza.


L’approvazione del progetto rappresenta per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma un riconoscimento di grande prestigio, in considerazione della elevata competitività delle proposte giunte alla commissione europea. Due infatti i progetti  finanziati da Bruxelles: oltre a quello di cui fa parte l’equipe del Maggiore ne è stato approvato  solo un altro che fa capo all’istituto Pasteur di Parigi.

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