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Maxi blitz contro lo spaccio di eroina, 17 arresti e scambi per 1,5 milioni di euro: sequestrati 22 chili di droga

Gli arresti dei carabinieri sono scattati nella notte tra il 25 ed il 26 giugno: tra i clienti anche alcuni studenti universitari che rivendevano la droga, oltre all'eroina anche cocaina, hashish e marijuana, ad altri studenti e ai giovani nei locali notturni. Sequestrati denaro, beni mobili ed immobili per oltre un milione di euro

Stroncato un maxi traffico di eroina a Parma. Torna l'allarme per questa sostanza stupefacente, un allarme che forse non era mai rientrato. I numeri della maxi operazione dei carabinieri di Parma, conclusa con 17 arresti però parlano da soli: 22 chili di droga sequestati, 150 consumatori segnalati, 1.5 milioni di euro il valore della droga scambiata tra i clienti ed i pusher, 1 milione di euro il valore dei sequestri tra denaro, beni mobili ed immobili, decine e decine di scambi avvenuti nelle strade di Parma tra il 2016 ed il 2017. Oltre all'eroina sono stati sequestrate anche cocaina, hashish e marijuana. 

Sequestrati 22 chili di droga: 17 pusher in manette

L'indagine condotta dai carabinieri di Parma e denominata 'Tabula Rasa' infatti ha portato all'arresto di 17 spacciatori, finiti in manette poichè considerati i referenti dello smercio di sostanza stupefacenti nelle strade del centro cittadino e dell'Oltretorrente. Impressionante la dimensione dello spaccio di eroina che veniva messo in atto dalla persone finite in manette: decine e decine di scambi di droga sono stati verificati dai militari, 150 i clienti segnalati in Prefettura come assuntori di droga. Il valore di mercaro della droga oggetto degli scambi è stato quantificato in circa 1.5 milioni di euro.

Il Comandante Altavilla: "E' emergenza eroina: ecco perchè è tornata" 

Il blitz contro i pusher e le indagini

Nella notte tra il 25 ed il 26 giugno i carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal Giudice delle Indagini PreliminarI, a carico di 14 spacciatori, altre 38 persone sono indagate a piede libero per spaccio di sostanze stupefacenti. I reati contestati sono traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope in concorso aggravata dal vincolo della continuazione. Ad alcuni degli arrestati è stata contestata anche l'aggravante di aver spacciato la droga a minorenni. L'operazione, oltre Parma, ha coinvolto anche le città di Modena, Milano, Bergamo, Cremona e Reggio Emilia. 

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Andrea Bianchi, sono iniziate nel 2016, quando i carabinieri, seguendo una coppia residente a Parma e sospettata di  operare come grossista di cocaina,  fecero irruzione nell’abitazione di un noto parrucchiere a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, sequestrando oltre 1 chilo di cocaina e quasi 615 mila euro in contanti, nascosti in vari punti della casa ed in parte sotterrati in giardino.

Gli approfondimenti investigativi, realizzati anche monitorando un centinaio di utenze telefoniche e con intercettazioni ambientali e video, hanno permesso di ricostruire la filiera dello spaccio, dai fornitori ai pusher che spacciavano il prodotto in strada ai clienti. I carabinieri hanno così bloccato un mercato fiorente: la richiesta di sostanze stupefacenti di tutti i tipi, marijuana, hashish, cocaina ed eroina, è sempre altissima a Parma. Gli spacciatori erano attenti alle esigenze dei clienti che, in alcuni casi, erano anche minorenni. 

I clienti: dagli studenti universitari all'insegnante di fitness

Tra gli acquirenti c'erano anche tre studenti universitari che, dopo aver acquistato la droga dai pusher, la rivendevano ad altri studenti universitari e ad alcuni giovani nei locali notturni della città. Tra i clienti persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali, che svolgevano vari mestieri: tra i professionisti è stata segnalata anche un'insegnante di fitness. 

Gli spacciatori erano molto attenti alla sicurezza delle comunicazioni: utilizzavano telefoni cellulari intestati a persone inesistenti ed inoltre cambiavano spesso i telefoni, con l'obiettivo di non essere intercettati: indicavano la droga usando termini come 'capelli bianchi', 'pagnotta', 'baquette', 'nutella', 'proteine', 'vino rosso' e 'mezzo bianco' per distinguere eroina e cocaina. 

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