Esodati, Braglia: "Basta interventi a spot, occorre un piano sistematico"

La Cgil chiede al Governo un piano strutturato per risolvere il problema esodati. Tempo entro il 16 giugno per domande per la 5°salvaguardia. Braglia: "Occore tutelare chi non sa ancora quando potrà andare in pensione"

‘’Manca una soluzione strutturale al problema degli esodati, dopo i numerosi interventi a spot occorre considerare come prioritaria la situazione delle migliaia di lavoratori rimasti fuori dalla salvaguardia. Abbiamo bisogno di chiarezza e di iniziative strutturali complete”. Commenta così la situazione esodati il segretario confederale Cgil Giuseppe Braglia che ha indetto una conferenza stampa alla presenza della direttrice del Patronato Inca Cgil Parma Nadia Ferrari e del responsabile Coordinamento esodati Parma Claudio Bernardini. Tra gli intenti dell’incontro quello di informare i lavoratori interessati sulla possibilità di presentare domanda e sulle scadenze. Per chi non è ancora salvaguardato e rientra nei requisiti previsti dal quinto decreto è necessario presentare le domande entro il 16 giugno prossimo. Tra i requisiti necessari la decorrenza del trattamento pensionistico secondo la disciplina vigente prima della legge Fornero entro il 6 gennaio 2015. Questo è uno dei punti maggiormente critici e da modificare secondo la Cgil: “Ci sono molti lavoratori che hanno i requisiti per rientrare nella salvaguardia ma rischiano di restare fuori proprio per il vincolo di questa data. Chiediamo di spostare questo termine, tenendo in considerazione i numerosi casi di chi aveva maturato molti anni di lavoro in vista della pensione ma pur avendo i requisiti della salvaguardia rimarrebbe fuori. Si parla in molti casi di persone che hanno superato i 50 anni e rischiano di ritrovarsi senza lavoro e con prospettive incerte per la pensione”.

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“La partita esodati iniziata con la riforma Fornero ha portato a uno stravolgimento con persone che non sanno come e quando andranno in pensione – sottolinea Ferrari -. Dal 2012 in poi sono stati presentati 5 provvedimenti con le indicazioni di categorie e requisiti individuali per la salvaguardia. Il nostro lavoro ora è quello di cercare di rintracciare i lavoratori che riteniamo possano essere idonei e invitarli a presentare domanda”.  Difficile stabilire il numero degli esodati a Parma, secondo il  Coordinamento esodati il problema avrebbe riguardato almeno 300 persone nel territorio, con casi legati in particolare all’uscita a seguito di accordi di ristrutturazione dell’azienda. Il Coordinamento è in contatto con altre reti in tutta Italia nell’intento di portare all’attenzione dell’Esecutivo l’urgenza di un piano sistematico di risoluzione. Secca bocciatura riguardo l'ipotesi apparsa sulla stampa riguardo la possibilità di offrire scivoli con ammortizzatori sociali prima della pensione, da restituire poi a rate. "Non condividiamo una politica di assistenzialismo, chiediamo che il governo si prenda carico della grave situazione in atto e per far capire il numero delle persone che si trovano in difficoltà chiediamo agli interessati di presentarsi al patronato per fare domanda, anche a scapito di intasare gli uffici Inps", sottolinea Bernardini. Sul tavolo ci sarebbe una proposta di legge al momento ferma che ricalcherebbe in pieno le richieste dei sindacati secondo quanto sottolineato da Braglia, che sottolinea come non sia corretto parlare di assenza di coperture finanziarie da parte del Governo dato che il numero totale dei salvaguardati sinora è 162.130 di cui oltre 88.700 sono certificazioni e solo 42.400 le pensioni realmente liquidate.

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