Baganza, tavolo in Municipio: Cassa di espansione da 4.6 milioni di metri cubi

Tavolo tecnico interistituzionale in municipio per concordare una strategia comune contro i rischi legati a possibili esondazioni del torrente Baganza

Tavolo tecnico interistituzionale in municipio per affrontare in modo coordinato tra Enti i problemi emersi in occasione dell’esondazione del torrente Baganza di lunedì 13 ottobre. L’obiettivo è quello di definire un percorso condiviso che preveda la revisione del protocollo relativo all’allerta meteo, una revisione del sistema pluviometrico, la sottoscrizione di un nuovo protocollo di intesa, dopo quello del 2011, che coinvolga tutti i soggetti che insistono nel bacino idrografico del Baganza, le misure da adottare in ambito di programmazione degli strumenti di pianificazione territoriale dei singoli Comuni che garantiscano la sicurezza idraulica e il progetto della nuova Cassa di Espansione. 

Tanti sono stati gli argomenti al centro dell’incontro a cui hanno partecipato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il presidente della Provincia Filippo Fritelli, gli assessori del Comune di Parma Gabriele Folli e Michele Alinovi, i sindaci di Sala Baganza Cristina Merusi e di Felino Maurizio Bertani, tecnici e amministratori dei Comuni di Collecchio, Calestano, Terenzo, Berceto, rappresentanti della Prefettura di Parma, dei Vigili del Fuoco, di Arpa Parma, del Consorzio di Bonifica Parmense, della Protezione Civile e di Aipo. Il tavolo è stato convocato dal Sevizio Tecnico di Bacino rappresentato da Claudio Malaguti e Gianfranco Larini. 

Ed è stato proprio l’ingegner Malaguti che ha fatto il punto della situazione a poco più di un mese dall’esondazione del Baganza che, nella zona urbana, è stato interessato dalla pulizia a fondo del letto, e dalla realizzazione di sistemi di difesa spondale laddove è straripato. Sono state rinforzate sia la sponda destra che sinistra del torrente. C’è in previsione, con costi pari a 300 mila euro, la pulizia ed il ripristino di tutte le arcate del ponte dei Carrettieri, in modo da agevolare il passaggio delle acque in caso di piena. 

Fino ad oggi sono stati spesi circa 2 milioni e 500 mila euro per gli interventi di somma urgenza nella zona dell’esondazione. Tali interventi dovrebbero essere finanziati nell’ambito dei 14 milioni di euro derivanti dal riconoscimento dello stato di calamità. Tutto questo per mettere in sicurezza la città. Ma la soluzione radicale per fare in modo che Parma sia tutelata per sempre è la realizzazione della Casse di Espansione. Ne ha parlato l’ingegner Mioni di Aipo, dicendo che l’ultimo progetto, che prevede una unica grande cassa, è stato pensato per mettere in sicurezza sia la città di Parma che Colorno.

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La cassa ha una capacità di 4.6 milioni di metri cubi di acqua, pari alla metà della cassa di espansione del torrente Parma. Il tavolo è stato l’occasione per approfondire alcuni temi tra cui quello della raccolta del legname trasportato dalle acque e lasciato sul greto del torrente, ma anche per capire come sia meglio muoversi sul versante della manutenzione delle golene e del torrente stesso. “Vogliamo mettere a punto un piano per le nuove emergenze – ha spiegato il sindaco Pizzarotti – definendo ruoli e funzioni in uno spirito collaborativo, per fare in modo che quanto avvenuto non si ripeta”. Per questo sarà necessario studiare non solo sistemi di allerta sicuri e rapidi, basati su un potenziamento dei sensori esistenti, ma anche un piano legato alla manutenzione delle vegetazione e interventi sugli strumenti di pianificazione urbanistica dei singoli Comuni.

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