Raggirano parmigiano 22enne e gli estorcono soldi per mesi: 2 arrestati

A capo della truffa trasformata in estorsione due parmigiani di 24 e 27 anni, che si avvalevano di due complici per costringere la vittima a pagare sino a 25 mila euro in pochi mesi

Un raggiro che da truffa si è trasformato in estorsione quello che ha dovuto subire un 22enne parmigiano per quasi sei mesi. La vittima è stata raggirata con la proposta da parte di un suo coetaneo, B.N.D., dell’acquisto di un iphone di ultima generazione a un prezzo di mercato. Il bene però, proveniva da un acquisto effettuato da un complice, D.F.,parmigiano 47enne titolare di una serie di aziende fittizie con le quali operava le truffe acquistando in modo illecito senza poi effettuare i pagamenti. L’intermediario, dopo aver convinto la vittima all’acquisto e aver ottenuto i soldi, ha poi chiesto di riavere l’iphone per poter certificare la regolarità del bene, senza restituirglielo, asserendo di essere stato fermato dalla polizia e di aver dovuto consegnare il cellulare.

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Da quel momento ha inizio un sistema vorticoso di truffe ed estorsioni ai danni del giovane parmigiano, messe in piedi non solo da B.N.D., ma anche da Z.M. ,27enne parmigiano titolare dell’Irish pub di via Emilia est con alle spalle denunce per reati penali. I due, si sono avvalsi non solo della complicità di D.F., che risultava titolare di aziende non esistenti, ma anche di T.F., 41enne residente a Parma che svolgeva il ruolo di estorsore. La vittima non solo era stata costretta a consegnare una carta postepay ma doveva ricaricarla con somme considerevoli, oltre a consegnare anche soldi in contanti, arrivando a una somma di circa 25 mila euro in pochi mesi. La vittima si sentiva a costretta a pagare per le minacce subite anche da un quarto complice, T.F., 41enne residente a Parma che di volta in volta si recava dalla vittima per sollecitare l’esborso di soldi sotto minacce indirizzate anche ai suoi familiari. Un incubo durato mesi per il giovane parmigiano, concluso solo quando suo padre ha avvertito il suo disagio e si è accorto che il conto di suo figlio era ormai in rosso. Una volta sporta la denuncia alla Polizia, le indagini hanno portato ora all’arresto per estorsione continuata di B.N.D.  e di Z.M. , e la denuncia in stato di libertà per estorsione per T.F. e per concorso in estorsione per D.F.

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