Evasi, dieci avvisi di garanzia per procurata evasione

"Sono stati notificati -scrive il Sappe- al direttore provvisorio, al Comandante di Reparto e a otto agenti di Polizia Penitenziaria: viene contestato loro la colpa del custode e la procurata evasione. Le responsabilità sono del Dap"

Dieci avvisi di garanzia sono stati notificati nel carcere di Parma per la rocambolesca evasione di due detenuti avvenuta lo scorso febbraio. A renderlo noto un comunicato del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). "Sono stati notificati al direttore provvisorio, al Comandante di Reparto e a otto agenti di Polizia Penitenziaria: viene contestato loro la colpa del custode e la procurata evasione. Il Sappe si è già attivato per garantire una adeguata tutela legale, ma le responsabilità sono altre", hanno detto Donato Capece ed Errico Maiorisi, rispettivamente segretario generale e vice segretario regionale Sappe, chiamando in causa il dipartimento dell' amministrazione penitenziaria.

Valentin Frokkaj e Taulant Toma, albanesi di 35 e 29 anni, fuggirono il 2 febbraio dal carcere di Parma dopo avere segato le sbarre della loro cella. Poi si erano calati con una corda fatta con le lenzuola ed erano fuggiti in direzione della vicina area di servizio dell'Autosole 'Cortile San Martino Sud'. Frokkaj è stato condannato per l'omicidio di un connazionale avvenuto a Brescia nel 2007. Toma ha precedenti per rapina e spaccio di droga, e un precedente per un'evasione analoga, il 9 ottobre 2009 dal supercarcere di Terni.

Le responsabilità sono del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - dicono i sindacalisti del Sappe - che ha tolto da due anni il direttore titolare per assegnarlo all'Ufficio distacchi del Personale; che non ripiana le gravi carenze di organico, ben 150 Agenti di Polizia Penitenziaria in meno in servizio, tali da non permettere neppure di mettere le sentinelle sul muro di cinta del carcere. Le risposte dell'Amministrazione penitenziaria all'emergenza penitenziaria sono favole, come quella della fantomatica quanto irrazionale e sporadica sorveglianza dinamica, che accorpa ed abolisce posti di servizio dei Baschi Azzurri mantenendo però in capo alla Polizia penitenziaria il reato penale della 'colpa del custode' (articolo 387 del Codice penale)".

Il Dap - secondo gli esponenti del Sappe - "favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilità favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria. Per questo auspichiamo un avvicendamento degli attuali vertici dell'Amministrazione penitenziaria che vede attualmente a capo del Dipartimento dirigenti, come il Capo Dap Giovanni Tamburino ed il Vice capo Luigi Pagano, che non sono stati in grado di trovare valide soluzioni ai problemi penitenziari".

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