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Evasione, il Garante Desi Bruno: "Fatto da non minimizzare"

"La situazione di complessità inaudita pone interrogativi sul senso dell'ergastolo o comunque sull'abisso di sofferenza che porta con sé", che conduce al "non avere più nulla da perdere anche con una evasione"

L'evasione, sabato scorso, di due detenuti albanesi dal carcere di Parma "é un fatto grave" da non "minimizzare". Lo afferma la Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Desi Bruno. "Né ha senso - prosegue - collegare l' evasione al tema del sovraffollamento e ripetere, in questo caso, che ci vogliono più pene alternative o la 'depenalizzazione', che non ha nulla a che vedere con l'eccesso di presenze in carcere, né può incidere su questa emergenza ormai cronica, salvo il periodo post-indulto".

Anche nel carcere di Parma - sottolinea Desi Bruno - c'é sovraffollamento: "All'ultima visita erano presenti 617 persone su una capienza regolamentare di 429, ma la situazione è maggiormente sotto controllo che altrove. Anche qui troppi stranieri, troppe persone in custodia cautelare, troppe con problemi di tossicodipendenza. Ma ci sono anche molti ergastolani, alcuni che hanno davvero 'il fine pena mai'. Ci sono poi decine di detenuti in alta sicurezza, decine di persone sottoposte al regime del 41 bis, c'é una sezione per detenuti paraplegici ed è presente il Centro diagnostico terapeutico sempre pieno di malati gravi, a volte gravissimi, anche provenienti da altre parti del Paese, spesso con situazioni giuridiche di estrema complessità".


Tutti questi dati fanno del carcere di Parma "una realtà di complessità inaudita", che pone "molti interrogativi - spiega la Garante - sul senso dell'ergastolo o comunque sull'abisso di sofferenza che porta con sé", che conduce al "non avere più nulla da perdere anche con una evasione". Di qui la sollecitazione ad "aprire una riflessione su questa complessità senza demagogia, ma con rispetto per tutte le ragioni in campo". "Attualmente - conclude Desi Bruno - in Emilia-Romagna l'amministrazione penitenziaria sta pensando a riorganizzare in modo omogeneo i circuiti penitenziari: senza dubbio l'ottimo provveditore alle carceri guarderà anche a Parma".

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