Evasione fiscale, Parma guadagna 192 mila euro per la lotta agli evasori

Ammonta a 192 mila euro il contributo che il Ministero dell'interno ha erogato al Comune di Parma come somma spettante per la partecipazione al contrasto all'evasione fiscale e contributiva nel 2012.

La lotta all’evasione ha costituito fin dall’insediamento del nuovo sindaco, Federico Pizzarotti, uno degli ambiti su cu l’Amministrazione ha puntato di più. Tanto che una delle novità maggiori fu la previsione nella prima macrostruttura del Comune di un ufficio che si occupasse a tempo pieno della lotta all’evasione stessa. Una linea cha comincia a dare i primi frutti: il Ministero dell’interno ha, infatti, riconosciuto al Comune di Parma la somma di 192.279,45 euro per la partecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva relativa all’anno 2012.

La somma è ragguardevole e pone la città ducale fra le prime venti a livello italiano. Milano, per esempio, ha ottenuto 949 mila euro di contributi, una cifra importante che però si ridimensiona se considerata in rapporto alla popolazione residente. A Firenze spettano solo 44 mila euro. Un buon risultato, quindi, che potrebbe essere migliorato in futuro. In Emilia Romagna le somme introitate dai Comuni capoluogo di provincia sono: 706 mila euro Bologna, 207 mila euro Ferrara, 158 mila euro Forlì, 68 mila euro Modena, 311 mila euro Reggio Emilia, 31 mila euro Ravenna, 192 mila euro Parma, 54 mila euro Piacenza e 624 mila euro Rimini.

Gli introiti derivanti dalla partecipazione del Comune di Parma al contrasto all’evasione fiscale e contributiva si aggiungono  ai 200 mila euro incamerati dal Comune in giugno a seguito del recupero dell’evasione Ici su aree fabbricabili. Il coinvolgimento dei Comuni nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e contributiva è andata potenziandosi dal 2005, anno in cui la normativa nazionale ha riconosciuto alle autonomie locali la possibilità di intervenire in questo senso.

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La partecipazione dei Comuni all’attività di contrasto all’evasione fiscale si inserisce nell’ambito dell’ordinario contesto operativo delle funzioni proprie attribuite agli enti locali contribuendo a renderli interlocutori privilegiati dell’amministrazione finanziaria. Tanto più che il controllo capillare dei Comuni sul territorio rappresenta la migliore garanzia di efficacia di un’azione in grado di individuare in modo preciso i comportamenti evasivi posti in essere dai cittadini come: residenze fantasma, lavoro nero, locazioni non denunciate. Questo tipo di attività, per essere efficace, ha bisogno, però, di strumenti operativi adeguati, supportati da una precisa volontà politica.

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