Quale futuro per l'ex carcere di S.Francesco? Porte aperte alla folla di parmigiani

Una folla numerosa ha raccolto l'invito organizzato per visitare l'ex carcere, discutere sul suo stato, l'urgenza di lavori, il contenzioso aperto e le prospettive future per chi ha a cuore uno dei luoghi storici di Parma

Abitare la città dimenticata, questo il nome dato a battesimo per l'occasione per aprire al pubblico le porte dell'ex carcere organizzato da Fondazione e Ordine Architetti Parma in collaborazione con Ordine Architetti Piacenza. Si sono affollati numerosi già dalle 8,30 del mattino i parmigiani interessati a visitare la struttura dell'ex carcere di San Francesco entrando inizialmente nell'ampliamento realizzato dall'architetto Bettoli nel 1846, per poi spostarsi nell'ex convento di San Francesco anch'esso adibito a carcere dopo l'editto napoleonico, finendo con uno sguardo all'interno della chiesa di San Francesco, anch'essa riconvertita in carcere.

Scopo della visita e delle iniziative a seguire è quello di aprire un approfondimento, un dibattito vivo sul recupero e il riutilizzo di complessi monumentali, un patrimonio di edifici dismessi in stato di abbandono da valorizzare attraverso una visione d'insieme basata su lavori di restauro tutela e gestione consapevole. Una mattinata interamente dedicata a interventi su tema nel convengno dedicato, per parlare anche dei lavori di recupero e delle prospettive possibili, anche attraverso una tavola rotonda con la Soprintendenza, l'Università, il Provveditorato Opere Pubbliche, l'assessorato comunale all'Urbanistica, la Diocesi, e la fondazione e l'ordine Architetti Parma e Piacenza. Il tema più vasto è quello del recupero e del riutilizzo di edifici pubblici dismessi, anche sulla base, come per l'ex carcere di San Francesco, dell'importante ruolo svolto e dell'attaccamento da parte dei cittadini a uno dei luoghi importanti per la storia di Parma.

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CONTENZIOSO APERTO - E' ancora aperto un contenzioso sulla destinazione finale dell'intero complesso, che appartiene tuttora al Demanio dello Stato, ma è stato concesso ad uso perpetuo e gratuito all'Università di Parma a condizione che si occupi della sua manutenzione. Come evidente anche dalle immagini sono necessari interventi urgenti per la ristrutturazione e manutenzione della struttura che ora versa in stato di abbandono.  Questa la ragione per la quale nella vicenda sono intervenuti i frati francescani, che vorrebbero appropriarsi della chiesa e di parte del chiostro restaurando tutto a proprie spese. A ciò si sono opposti l'Ordine degli Architetti, l'Università e la Sovrintendenza, per evitare una divisione del chiostro e lavori di restauro eccessivamente impattanti. La situazione è in stallo, le parti interverrano alla conferenza di oggi, in una giornata iniziata proprio col mostrare quei luoghi particolarmente cari ai cittadini di Parma ai quali normalmente non possono accedere, per poi fare il punto sulla situazione e innescare riflessioni sulle prospettive future di patrimoni importanti per la città come quello dell'ex carcere di San Francesco.

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