Ex pentiti diventati usurai: sequestrata una copisteria in Oltretorrente

La proprietaria, dopo aver chiesto i primi prestiti, non era riuscita a ridare i soldi ed aveva ceduto le quote di maggioranza ai due ex collaboratori di giustizia, poi arrestati

Funzionava così. I due ex collaboratori di giustizia, arrestati qualche giorno fa con l'accusa di usura, prestavano soldi, anche piccole cifre, a cittadini e commercianti. Applicavano un tasso di interesse che poteva arrivare anche fino al 450%. I commercianti non riuscivano a saldare subito il conto che, dopo poche settimane, diventata salatissimo e la coppia, una 44enne e un 40enne, legati in passato a cosche mafiose, costringevano i proprietari dei negozi a cedergli le quote societarie. E' stato questo il meccanismo alla base dell'acquisizione forzata di una copisteria in Oltretorrente, che ieri è stata posta sotto sequestro dagli uomini della Squadra Mobile, su richiesta della Pm Paola Dal Monte, in quanto considerata come "profitto del reato di usura". L'attività della copisteria va avanti ma con la direzione di un amministratore giudiziario di Piacenza. Il primo prestito era stato di 5 mila euro, diventati 8 mila dopo pochi mesi. A quel punto, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i due ex pentiti chiedevano la restituzione dei soldi, anche con l'utilizzo di minacce e di intimidazioni, come l'invio di buste con proiettili. 

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