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Ex Scalo Merci, riaperto il cantiere. Esposto in Procura dei residenti: "Non ci sono cartelli e non vengono rispettate le prescrizioni"

Nell'area ex scalo merci di Parma, di fronte a Duc e Casa della Salute in Viale Fratti, sono ricominciati i lavori di movimento terra. L'area in passato è stata oggetto di sequestro a causa del superamento dei limiti di legge per inquinamento. I residenti preoccupati denunciano: "Stanno sbancando il terreno senza rispettare le prescrizioni e non hanno nemmeno affisso la cartellonistica"

La storia che ci raccontano gli abitanti di zona, riguardo all'ex scalo merci, sembra uno di quei racconti che ti fanno credere di esser tornati indietro di tanti anni dove, forse per ingenuità, certe precauzioni non venivano considerate. Da qualche giorno è stato riaperto il cantiere ex scalo merci davanti alla Casa della Salute dove alcuni camion stanno portando via cumuli di terreno. I residenti che si dicono "esasperati per la continua inosservanza delle regole", denunciano: "Non vengono ottemperate le prescrizioni restrittive per lavorare nel cantiere e non è stato affisso nemmeno un cartello con le date dei lavori e le ditte appaltatrici o subappaltatrici. Siamo stanchi di vedere queste cose senza che nessuno faccia nulla."

LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA "Per quanto a conoscenza della Provincia, i lavori in corso nell'area ex Mingori - Unieco ora di proprietà di Basilio srl che sono stati concordati in sede di Conferenza di Servizi sono “lavori di rimozione dei cumuli risultanti dallo scavo per la realizzazione di due rampe d’accesso al cantiere dell’ex Scalo merci. Per questi lavori, la ditta Basilio ha chiesto una proroga fino al 14 marzo 2015, al Comune, alla Provincia e all’Arpa. I controlli di carattere ambientale in quella area sono di competenza di Arpa".

I residenti, interrogati sull'argomento, ci raccontano -in parte- la storia dello scalo mercI. "L'area ex scalo merci è una fascia di terreno adiacente ai binari ferroviari che costeggia viale Fratti in quasi tutta la sua lunghezza. Negli anni della giunta Ubaldi l'area è entrata in un progetto di riqualificazione urbana. E' stata quindi divisa in tre parti: una per Ausl (dove stanno costruendo un Polo Pediatrico Sanitario), una per la Questura (che negli anni si è  tolta dal progetto) e una per l'impresa privata Mingori-Unieco, area oggetto di denuncia degli abitanti di zona. 

Nel gennaio 2011 la zona viene sottoposta a sequestro per gli elevati tassi di inquinamento che superano i limiti di legge per le tabelle A e B (tabelle per la destinazione d'uso dell'area). Nel dicembre del 2011 la Provincia emana una Determina (n° 3686) dove vengono specificate le prescrizioni da rispettare al'interno del comparto Mingori: tracciabilità del materiale in uscita, presenza di Arpa nelle fasi di lavorazione ecc..

Il Gip del Tribunale il 28/5/2012 dispone il dissequestro e nel luglio dello stesso anno la ditta (Mingori-Unieco), proprietaria della parte dell'area in questione, esegue lavori di urbanizzazione senza titolo abilitativo, frantumando top soil (parte superficiale del terreno) -indicato come pericoloso per la presenza di amianto- e con questa attività vengono sollevate numerose polveri che si sono disperse nell'aria. Il mese successivo, agosto 2012, viene indetta una Conferenza dei Servizi con i vari enti responsabili: Ausl, Arpa, Provincia e Comune insieme ai proprietari dell'area (Mingori-Unieco). Durante la conferenza Ausl ricorda che per le aree con la presenza di amianto dovrà essere redatto un apposito piano di lavoro. Arpa invece, nella medesima conferenza, precisa che per evitare la dispersione di polveri nell'area occorrerà ricoprire i cumuli di terreno smobilitati durante i lavori.

Viene successivamente redatto da Ausl un protocollo di prescrizioni (Protocollo n° 51206 del 8/8/2012) che l'Ente invia alla Provincia. Nel Protocollo in oggetto sono inserite una serie di prescrizioni molto precise -a livello sanitario- da rispettare durante i lavori. Tali prescrizioni, a tutela sia dei lavoratori che degli abitanti, non sono state minimamente rispettate dagli operai che in questi giorni stanno lavorando nel comparto". "Dove finirà quel terreno che non è stato trattato come rifiuto pericoloso e speciale? Quali sono le ditte che lavorano nel cantiere? ". Nei prossimi giorni gli abitanti presenteranno un esposto in Procura per denunciare gli avvenimenti. 

IL PROTOCOLLO AUSL -  Ecco alcuni stralci delle prescrizioni contenute nel Protocollo n° 51206 del 8/8/2012. «(...).La valutazione del rischio da agenti chimici/cancerogeni deve essere disposta preliminarmente: possibile esposizione per le frazioni volatili delle sostanze inquinanti assorbite nelle matrici terrose, che si sollevano come gas, fibre e polveri nelle fasi di scavo, movimentazioni di terreni e nel passaggio di mezzi pesanti - individuazione dei dispositivi di protezione adeguati al tipo di contaminanti e manipolazione delle matrici che li contengono (guanti, tute monouso, scarpe di sicurezza, occhiali, maschere per agenti chimici/cancerogeni ed agenti biologici - messa a disposizione di idonei servizi igenico assistenziali per l'adozione delle misure di igiene: (…), deposito abiti contaminati, formazione e informazione degli addetti(...)"

3 – "Le macchine operatrici devono essere dotate in cabina di sistemi di insonorizzazione,(...) sistemi di ricambio dell'aria, convenientemente filtrata.(...)»

4 – «Devono essere individuati interventi per la mitigazione delle sostanze aerodisperse (…) mediante impianti fissi per l'irrogazione sistematica delle attività, (...) con particolare riguardo alle attività svolte nelle vicinanze delle civili abitazioni; (...)»

10 – «Deve essere realizzata una migliore definizione spaziale delle sub-aree con potenziale contaminazione da amianto»

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