Expo 2015, Parma entra nelle "Città del gusto" con un accordo da 35 mila euro

Parma fa il primo passo verso Expo 2015 firmando un accordo da 35 mila euro con la società milanese Explora che, in occasione dell'evento mondiale previsto per il prossimo anno, ha sviluppato il progetto "Città del Gusto" - itinerari turistici per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio - di cui, da oggi, farà parte anche il nostro Comune

Parma fa il primo passo verso Expo 2015 firmando un accordo da 35 mila euro con la società milanese Explora che, in occasione dell'evento mondiale previsto per il prossimo anno, ha sviluppato il progetto "Città del Gusto" - itinerari turistici per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio - di cui, da oggi, farà parte anche il nostro Comune. "Entro luglio - ha spiegato l'assessore al Commercio, Cristiano Casa nel corso del convegno Exponiamoci che si è tenuto questa mattina al Ridotto del Teatro Regio - Parma sarà pronta per entrare a far parte di un circuito, quello delle "Città del gusto" appunto, in cui potrà promuovere le eccellenze de territorio con la realizzazione di "club del gusto" ovvero pacchetti di realtà, che possono comprendere ad esempio alberghi e ristoranti, da offrire ai turisti attraverso la promozione che Explora fa a livello nazionale e internazionale. Gli operatori del territorio, naturalmente, potranno fare club costo zero".

Il Comune quindi, e in particolare il settore Turismo, si è affidato alla società milanese (fondata da Expo 2015, Camera di commercio di Milano, Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia) per pubblicizzare la città ducale in occasione di Expo e non, infatti l'accordo ha validità fino al 31 dicembre 2015. "Oggi - ha continuato Casa - vogliamo parlare di turismo, dell'importanza di fare sistema e lavorare insieme in modo strategico per rendere Parma una destinazione turistica riconosciuta a livello mondiale, cosa che oggi non è".

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Meno ottimista il sindaco Federico Pizzarotti che, in merito agli scandali che stanno coinvolgendo l'organizzazione Expo, ha commentato: "Vista la piega che sta prendendo sarei molto cauto su quello che si riuscirà a fare. I ritardi sulla realizzazione dei padiglioni e gli esiti di questa inchiesta sono una leggerezza che pagheremo tutti, una leggerezza che mette in evidenza le criticità italiane dal punto di vista organizzativo e criminale. Un progetto più sostenibile secondo noi potrebbe essere quello di una distribuzione dell'Expo su tutto il territorio nazionale, un po' come succede per i mondiali di calcio che non vengono giocati in un solo stadio. La nostra idea è questa e se i padiglioni non dovessero essere portati a termine noi metteremo a disposizione le Fiere di Parma che potrebbero diventare una cornice naturale per ospitare parte dell'esposizione".

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