Export, a Parma bene salumi, meccanica e alimentare. In difficoltà il lattiero caseario

La crisi continua a far sentire il suo peso, ma l'export (forse) ci salverà. Questo in sintesi il contenuto dell'azione di monitoraggio dei distretti industriali dell'Emilia Romagna elaborata dal Servizio studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma.

La crisi continua a far sentire il suo peso, ma l'export (forse) ci salverà. Questo in sintesi il contenuto dell'azione di monitoraggio dei distretti industriali dell'Emilia Romagna elaborata dal Servizio studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma.

Il primo trimestre 2013 ha chiuso infatti con una crescita tendenziale dell'export del 4,1% superando dell'1,9% il dato nazionale (+2,2%) e con 14 distretti su 19 che continuano a registrare un segno positivo. Traino del sistema regionale sono stati i settori della meccanica (+5,8%) e quello dell'alimentare (+6,2%). In crescita anche il sistema casa (+3,8%), mentre si registrano performance negative per il sistema moda.
Complessivamente le esportazioni dei distretti emiliano-romagnoli hanno raggiunto i 10,6 miliardi di euro, confermandosi tra le realtà più dinamiche nel panorama manifatturiero italiano.

Venendo alla provincia di Parma chiudono in positivo l'alimentare (+4,8%), la food machinery (+0,8%) e i salumi (+4,3%). Brutte notizie invece dal settore lattiero-caseario parmense che registra un preoccupante calo dell'8,6%. Nel complesso a livello regionale 13 distretti su 19 si posizionano su livelli superiori a quelli del primo trimestre 2008. L'export ha continuato a crescere a ritmi più intensi sui nuovi mercati (+13,5%), mentre hanno registrato una battuta d'arresto i flussi verso i mercati maturi (-0,8%) negativamente condizionati dalle performance osservate in Francia (-1,7%) e Germania (-3,9%), principali sbocchi commerciali.

Infine nei primi cinque mesi del 2013 c'è stato un ridimensionamento delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate nei distretti regionali del 6,4% ascrivibile al calo delle ore di Cassa Straordinaria e di Cassa in Deroga, mentre è aumentata la Cassa Ordinaria, tipologia di cassa più sensibile all'andamento del ciclo economico. Le ore autorizzate, pari a 5,5 milioni nel periodo gennaio-maggio 2013, sono su livelli ancora storicamente elevati, a conferma di un quadro ancora decisamente fragile per il mercato del lavoro. Secondo il monitoraggio nonostante i buoni risultati osservati sui marcati internazionali, le imprese dei distretti regionali continuano a scontare la debolezza della domanda interna.

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