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Export, nel primo trimestre dell'anno rallentano le vendite in Europa e in Asia

Export in leggero calo nei primi tre mesi dell'anno. Lo dicono i dati Istat elaborati dall'Ufficio Studi della Camera di commercio di Parma: nel primo trimestre 2013 il valore delle esportazioni parmensi è diminuito dello 0,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

Export in leggero calo nei primi tre mesi dell'anno. Lo dicono i dati Istat elaborati dall'Ufficio Studi della Camera di commercio di Parma: nel primo trimestre 2013 il valore delle esportazioni parmensi è diminuito dello 0,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In discesa anche l'export regionale: l’Emilia-Romagna registra infatti una flessione tendenziale dello 0,6 per cento, in linea con l'andamento cedente delle esportazioni nazionali (-0,7 per cento), mentre nel Nord-Est del Paese la dinamica dell'export è uguale a quella provinciale.

I settori
In valore assoluto Parma, nel periodo gennaio-marzo 2013, ha esportato merci per oltre 1.363 milioni di euro, in gran parte provenienti dai settori di “macchinari ed apparecchiature” (30,5 per cento), dei “prodotti alimentari” (22,5 per cento), dei “prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici” (10,6 per cento), dei “prodotti chimici” (6,2 per cento), degli “altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi” (5,8 per cento), dei “prodotti della metallurgia” (3,9 per cento), di “articoli di abbigliamento” (2,9 per cento ciascuno), di “articoli in gomma e materie plastiche” (2,8 per cento), di “autoveicoli, rimorchi e semirimorchi” (2,5 per cento), di "prodotti agricoli, animali e della caccia" (2,3 per cento) e dei “prodotti in metallo” (2,2 per cento).

Quelli che crescono
Nei primi tre mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, considerando i settori che contribuiscono maggiormente alle esportazioni provinciali, si rilevano aumenti per i prodotti chimici (+9,7 per cento), articoli di abbigliamento (+8,1 per cento), prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2,8 per cento), prodotti alimentari (+1,6 per cento), macchinari ed apparecchiature (+1,5 per cento) e prodotti agricoli, animali e della caccia (+1,2 per cento).

Quelli che calano
Tra gli altri settori, hanno subito un deciso calo i prodotti in metallo (-18,9 per cento), i prodotti della metallurgia (-15,2 per cento) e gli articoli in gomma e plastica (-9,9 per cento). L'importante settore farmaceutico ha accusato una riduzione delle vendite all'estero del 1,1 per cento.

Le aree di sbocco
Calano le esportazioni verso l'Europa, l'Asia e l'Africa. Aumentano quelle verso l'America, il Canada e l'Oceania. In particolare spiccano le contrazioni verso l'Asia (-9,2 per cento) e l'Africa (-15,0 per cento) che assorbono rispettivamente il 13,1 e il 5,0 per cento dell’export parmense.
L'export destinato ai paesi europei, che assorbe il 68,7 per cento del totale, si è ridotto di mezzo punto percentuale. La crisi che ha colpito i paesi europei, in particolare quelli dell'area euro si è fatta sentire anche sul versante delle esportazioni. Nei paesi dell'Unione europea, infatti, le vendite all'estero provinciali hanno subito un calo maggiore, pari al 2,1 per cento.

Le esportazioni parmensi verso l'America, che rappresentano l'11,1 per cento per cento del totale, sono cresciute del 13,0 per cento. Infine, le esportazioni verso l'Oceania sono aumentate del 30,7 per cento ma rappresentano una quota minore del totale (2,0 per cento). Per quanto riguarda i principali partner europei, hanno segnato diminuzioni le esportazioni verso la Francia (-2,1 per cento), la Germania (-4,3 per cento), il Regno Unito (-8,5 per cento) e la Spagna (-0,9 per cento). Al di fuori dell'Unione europea spicca il risultato molto positivo sul mercato russo (+39,1 per cento). Molto bene invece l’export verso gli Stati Uniti (+23,2 per cento) e il Canada (+12,7 per cento). Nel continente asiatico segnano pesanti flessioni le esportazioni parmensi in India (-42,2 per cento), Cina (-30,2 per cento) e Giappone (-16,7 per cento).

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