Falco cuculo, gli esperti ungheresi nella Bassa: sito a rischio per la Tirreno-Brennero

Dall'Ungheria alla bassa parmense per studiare il falco cuculo: uno dei due siti di nidificazione italiani rischia di essere compromesso dalla costruzione dell'autostrada Tirreno-Brennero

Una femmina di Falco cuculo, ripresa nel filare interessato dal passaggio dell'autostrada

Dall'Ungheria alla bassa parmense per studiare il falco cuculo, una specie diffusa nell'Est europeo e in Russia, ma presente in Italia con solo due colonie, entrambe nella nostra pianura. In questi giorni un gruppo di esperti e studiosi ungheresi ha svolto una serie di indagini per conoscere meglio questo rapace dalle caratteristiche zampe rosse, effettuando insieme a un gruppo di naturalisti locali anche varie operazioni, per monitorare meglio in futuro gli esemplari della colonia.

Dopo il finanziamento del progetto Life Pianura Parmense, si tratta di un'ulteriore conferma dell'interesse dei nostri concittadini europei per la salvaguardia di questa specie a rischio e ad alta priorità di conservazione. Purtroppo proprio uno dei due siti di nidificazione italiani rischia di essere compromesso dalla costruzione dell'autostrada Tirreno-Brennero, che sarà realizzata a poche decine di metri e che le associazioni ambientaliste WWF, LIPU e Legambiente hanno già denunciato come un'opera inutile, costosa e dannosa per l'ambiente, con una valutazione d'incidenza sbagliata, che per evitare qualsiasi forma di compensazione ambientale, dichiara che l'opera "non avrà alcun impatto significativo".

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Szabolcs Solc, di MME (Birdlife) fa presente che in Ungheria si sta lavorando molto per la conservazione del Falco cuculo e le colonie presenti in Italia hanno un'importanza notevole per la conoscenza di questo rapace e del suo futuro. "In un caso analogo nel nostro Paese, il tracciato di una tangenziale è stato spostato per evitare il passaggio in mezzo ad una colonia: perchè non si può fare lo stesso in Italia?" Solc lancia quindi un appello alle comunità locali: “Fate il possibile per salvare il Falco cuculo della bassa parmense, prima di avviare la costruzione di un autostrada così dannosa. Il Falco cuculo è patrimonio di tutti i cittadini europei, che contano sulla sensibilità della popolazione locale per il mantenimento di questa ricchezza!”

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