Cronaca

False fatturazioni: l'imprenditore Franco Gigliotti condannato a sei anni

Tutti i dettagli della sentenza di primo grado

L'imprenditore di origini calabresi Franco Gigliotti e' stato condannato oggi in primo grado a sei anni e quattro mesi di reclusione, nel rito abbreviato del processo collegato all'inchiesta della Procura "work in progress". Alla fine dello scorso maggio le Fiamme Gialle di Parma avevano scoperto un mastodontico giro di presunte false fatturazioni per un volume d'affari di 60 milioni e oltre 12 milioni di entrate erariali evase, attraverso anche triangolazioni con societa' estere con sede soprattutto in Romania. Nell'operazione della Guardia di Finanza erano stati contestati 120 capi di imputazione a 36 indagati, sette dei quali (tra cui Gigliotti) arrestati. Sequestrati appartamenti, automobili, partecipazioni societarie e perfino una provvista di lingotti d'oro. Al centro del sistema illecito c'era, per gli inquirenti, il gruppo G.F Nuove Tecnologie di Parma, attivo nel settore della progettazione e manutenzione degli impianti industriali alimentari, guidato dall'imprenditore calabrese, gia' condannato nel settembre scorso a 10 anni per appartenenza alla 'ndrangheta nel rito abbreviato del processo Stige di Catanzaro.

Nella sentenza il giudice ha pero' ritenuto di non ammettere i sindacati quale parte civile poiche', a suo parere, dai reati contestati agli imputati non deriva un danno diretto ai lavoratori e alle associazioni sindacali. Decisione contestata da Cgil e Cisl di Parma che affermano: "Abbiamo profondo rispetto per i provvedimenti giudiziari, e questo caso non fara' eccezione. Tuttavia la motivazione utilizzata dal giudice trova il nostro netto dissenso, in quanto i reati contestati agli imputati sono reati tributari, vale a dire reati che nei fatti hanno causato un danno diretto al mondo del lavoro e, di conseguenza, ai sindacati".

Nella stessa ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, proseguono le organizzazioni, si afferma infatti che "l'utilizzo di manodopera offerta da societa' consorziate responsabili di evadere le imposte mediante vari artifici fiscali, fa si' che la GF sia piu' competitiva nel mercato, offrendo l'opera di lavoratori qualificati a un costo piu' conveniente per le societa' committenti, senza incorrere nelle criticita' correlate alla gestione del personale dipendente (ferie, assenze per malattie, vertenze sindacali)". Inoltre, "rimane in noi ferma la convinzione che la gestione di intere filiere produttive attraverso l'uso sistematico della frode fiscale abbia consentito di certo la creazione di un illecito monopolio che ha fortemente compromesso il sistema territoriale di relazioni industriali e sindacali, ma soprattutto il tessuto economico di un intero settore, segnando cosi' la sorte dei lavoratori che qui prestavano la loro opera". Molti dei quali, sottolineano infine i sindacati, "hanno perso il loro posto di lavoro". (Dire) 

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