Cronaca

Vendevano migliaia di bottiglie di falso Tignanello in Italia e all'estero, sgominata banda di truffatori: tre arresti

Operazione 'Surface' - La Procura di Parma ha emesso le ordinanze di custodia per un 30enne, sua madre 57enne ed un complice di 54 anni: indagini a carico di nove persone

Vendevano un vino rosso di bassa qualità da tavola spacciandolo per un vino pregiato toscano, di una nota casa vinicola fiorentina, la 'Marchesi Antinori spa'. In particolare, secondo l'accusa, avevano prodotto più di 11 mila bottiglie false di Tignanello per un utile illecito di circa 2 milioni di euro. L'operazione 'Surface' portava avanti dai Nas di Parma, Cremona e Firenze, con le indagini coordinate dalla Procura di Parma, ha permesso di smantellare una vera e propria rete criminale che aveva deciso di immettere sul mercato vino contraffatto, con tanto di etichette e di cartoni simili a quelli del marchio originale, commercializzandolo poi sul territorio italiano ma anche all'estero, in particolare in Belgio e in Germania.

Al termine delle complesse indagini, iniziate nel febbraio del 2017 in seguito alla segnalazione di una tipografia di Pistoia, che aveva ricevuto un ordine di stampa di etichette anomalo, il Gip ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e due ai domiciliari. Sono finiti in manette madre 57enne ed figlio 30enne di origine mantovana e il loro complice napoletano di 54 anni, che è stato fermato a Cremona: secondo l'accusa utilizzavano alcune società da loro costituite per il commercio di prodotti sportivi online come paravento delle attività illecite. Le accuse nei loro confronti sono la contraffazione di marchi e segni distintivi e la contraffazione di indicazione geografica di prodotti agroalimentari, poichè avevano falsificato l'etichetta Igt, Indicazione Geografica Tipica per le bottiglie di Tignanello. 

In totale ci sono nove persone indagate per la maxi truffa: tre sono i titolari dell'azienda che ha stampato i cartoni contraffatti e altre tre coinvolte nella commercializzazione illecita del vino. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti nel 2017 una tipografia di Pistoia riceve un'ordine per la stampa di 4.500 etichette di 'Tignanello' da parte di una persona che si era presentata come 'Paolo Rossi' e dichiara di agire per conto della società Ab Comunicazione, società che si è poi rivelata all'oscuro del meccanismo illecito. La tipografia ha fatto una segnalazione alle autorità competenti: analizzando le etichette gli esperti hanno trovato una certa professionalità nel meccanismo di contraffazione. Solo un dettaglio era sfuggito ai truffatori: : nella parte anteriore c'era scritto 'Altidudine' e non 'Altitudine', una sorta di firma che contraddistingueva le bottiglie in circolazione,

La stessa persona cerca poi di farsi stampare le false etichette da molte tipografie, alcune delle quali si trovano a Parma. La prima tipografia contattata ha fatto una verifica con l'azienda ufficiale, la Marchesi Antinori, che ha segnalato l'anomalia. Il telefono utilizzato per i contatti con queste aziende è stato poi utilizzato anche per contattare altre ditte, alla ricerca di tappi di sughero, bottiglie, etichette e capsule in laminato. Per il packacing sono state contattate diverse ditte, tra Parma, Reggio Emilia, Modena, Alessandria e Sassari. 

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