'Da domani in strada con la mia famiglia': l'appello disperato di un padre

Ha 39 anni, è di origine calabrese e da domani sarà in strada, insieme alla sua famiglia. La storia che un 39enne ha deciso di raccontarci è una delle tante di questa città-vetrina: "Nessuno ci ha aiutato, siamo nell'ombra più assoluta"

Uno dei tanti sfratti eseguiti a Parma

Ha 39 anni e da domani sarà in strada, insieme alla sua famiglia. Nella (presunta) città-vetrina del benessere del Nord Italia. Nella Parma della politica dove il problema casa non esiste e dove sempre più famiglie, italiane e migranti, vengono sfrattate dalla loro case. Grazie al supporto della Rete Diritti in Casa la storia di questo padre sta emergendo in città. Lui ha deciso di raccontarci gli ultimi anni della sua vita e la difficoltà a 'sostenere' la sua famiglia, dopo la perdita del lavoro e ora anche di un tetto sotto cui vivere. 

Una storia che viene dritta dallo Stivale: una parte di vita trascorsa in Calabria. Poi la decisione di spostarsi al Nord, a Parma. Dal 2001 il lavoro non manca, come gruista presso le ferrovie per la Terminal Container, come cantoniere per un Comune della zona, come saldatore per la Costa Concordia. Dopo aver lasciato l'ultima stanza presa in affitto, con gli ultimi soldi rimasti, non avranno un posto dove stare.

"Dal Comune di Parma non abbiamo ricevuto nessun aiuto: dopo essere stati sfrattati -due anni fa- da via Buffolara abbiamo preso stanze in affitto ma abbiamo sempre pagato di tasca nostra, con i soldi che ci rimanevano. Io non lavoro da 4 anni -più precisamente ho lavorato solo 3 mesi in 4 anni, mia moglie non trova lavoro. Non sappiamo più come andare avanti: ora ci aspetta la strada. Quando siamo andati dagli assistenti sociali hanno allargato le braccia: per noi, con una sola figlia, non c'è posto nelle case popolari. Abbiamo sempre avuto 12 punti, non di più".

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"Penso -prosegue il 39enne- sia giusto tutelare chi ha più figli ma anche l'individuo ha diritti e quello all'abitazione è il più importante. Siamo anche noi esseri umani. L'unica proposta che ci hanno fatto le istituzioni è stato quella del dormitorio con smembramento della famiglia: io da una parte, mia moglie dall'altra e mia figlia alla Caritas. A livello politico si parla tanto di investimenti e riduzione del debito ma si perdono di vista i dettagli, come noi. Noi, famiglie di sfrattati, ci troviamo nell'ombra più assoluta e non riusciamo a far sentire la nostra voce". Di storie come questa a Parma ne potremmo raccontare tante: famiglie smembrate, sfrattate e che non hanno un posto in cui stare. Una casa dove 'concretizzare' la definizione e il concetto di famiglia, qualunque essa sia, tanto cara agli intellettuali e ai politici della nostra città. 

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