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Famiglie sfrattate dal residence, Rossi: 'No all'assistenzialismo'

Alcune famiglie che sono ospitate all'interno di un residence dovranno lasciare la struttura entro fine agosto. Ma le soluzione alternative non ci sono: polemiche e attacco di Forza Italia all'Amministrazione Comunale

Alcune famiglie che sono ospitate all'interno di un residence di Parma dovranno presto lasciare la struttura alberghiera. Si tratta di famiglie italiane e straniere che sono ospitate all'interno della struttura da tempo: l'opzione di proporre la sistemazione temporanea all'interno di un residence viene attuata dall'Amministrazione Comunale in assenza di una prospettiva abitativa e di un progetto a breve. Ora, entro fine agosto, le famiglie dovranno lasciare il residence ma molte di loro non hanno un'alternativa. L'assessore al Welfare del Comune di Parma Laura Rossi ha dichiarato che alcune famiglie sono ospitate da due anni e che hanno avuto il tempo di cercere una soluzione alternativa, anche perchè alcune di loro hanno un reddito e all'interno del residence non hanno dovuto pagare nulla fino ad ora. I conti del residence dovranno essere pagati dal Comune di Parma che ha deciso di dire basta all'accoglienza. La vicenda della famiglie sotto sfratto ha suscitato polemiche, anche da parte da forze politiche come Forza Italia che, in un comunicato, attaccano l'assessore al Welfare Laura Rossi. 

"Una quarantina di famiglie sfrattate da qui alla fine del mese -scrivono Paolo Buzzi e Francesca Gambarini. Lo dice, con nonchalance, l’assessore ai Servizi sociali Rossi. Una decisione che rappresenta il fallimento delle politiche sociali dell’amministrazione Pizzarotti. Pagando a queste famiglie l’affitto di un alloggio in un residence – e, come dice la stessa Rossi, alcune ci vivono da quasi 2 anni - , si è scelto di privilegiare un assistenzialismo puro, semplicemente pagando un conto e senza progettualità. Siamo di fronte ad un'amministrazione sempre più priva di idee e che, in tema di emergenza abitativa, ha eliminato due progetti a capo di Casadesso e Parma Abitare semplicemente perché pensati dalla precedente amministrazione. Si sarebbe dovuto lavorare per dare alle famiglie uno strumento per ricostruire la propria vita. Una volta sfrattate queste persone cosa faranno? Dove andranno? Molte di loro si ritroveranno senza un tetto sopra la propria testa. Data la situazione generale di crisi, l’assessore e il sindaco dovrebbero farsi capofila per creare un sistema di welfare che dia alle persone gli strumenti per “rifarsi” una vita, magari in collaborazione con la curia (che tanti spazi ha a disposizione) e con le tante associazioni di volontariato cittadine. Perché non destinare a queste famiglie, gli alloggi e gli spazi nei quali si pensa di ospitare profughi? Perché non ospitarle, in alternativa, nell’ex scuola di Castelnuovo? Si potrebbe, infine, cercare di incentivare gli affitti a canone calmierato. E’ necessario, però, farsi un’altra domanda: se non si è più in grado di pagare l’alloggio alle persone da tempo in carico ai servizi sociali, come si possono accogliere tutti i profughi in arrivo?"

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