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Tra sfratti ed emergenze. "Mia figlia di 3 anni in un dormitorio"

"I miei 62 anni gli ho fatti, ora non mi interessa più di nulla". E' lo sfogo di Abidi, una delle persone che vivono in strada sostenute dalla Rete Diritti in Casa. Maria: "Domani dovrò uscire da casa"

"I miei 62 anni gli ho fatti, ora non mi interessa più di nulla". E' lo sfogo di Abidi, un uomo di 62 anni, tunisino ma da anni a Parma. E' uno sfogo di disperazione: stanotte non saprà dove dormire. Così come la sua famiglia. Ha lavorato come muratore per tanti anni, ha versato i contributi nel nostro Paese ma ora si sente abbandonato dalle istituzioni. "Non possono farmi così tanto male: se mi ridate i miei anni di contributi me ne vado. Gli assistenti sociali sono pagati con i nostri soldi: ho lavorato una vita a Parma e ora cosa mi resta? Non mi aiutano, ma ne avrei diritto". Ad Abidi, dopo lo sfratto e la chiusura della palazzina di borgo Poi, il Comune ha offerto solo qualche giorno in ostello. Poi una serie di promesse, secondo Abidi non mantenute. E ora lui è sull'orlo della disperazione


Anche Maria domani mattina avrà lo sfratto in borgo Carissimi. L'appartamento verrà fatto liberare: è oltre il quarto ingresso dell'ufficiale giudiziario e le speranze sono poche. Probabilmente interverrà la forza pubblica ma lei non ha alternative. "Faccio un tirocinio in un laboratorio di pasticceria e prendo 3,10 all'ora. Ho avuto problemi di salute, mi sono fatta operare alla spalla ed ora devo farmi rioperare. Non lavoro e non ne trovo uno, non riesco a a pagare l'affitto".

La bambina di 3 anni di Cakazaim è stata inserita, insieme alla madre, in un dormitorio. Gli orari sono rigidi: fuori alle 8 di mattina e ritorno alle 18.30. E durante il giorno dove trascorrete il vostro tempo? "Fuori, al centro commerciale dove almeno c'è un tetto sulla testa. Anche se non possiamo stare lì tutto il giorno". Anche Cakazaim è in un dormitorio, quello di strada Santa Margherita e deve rispettare gli orari. "Ho avuto lo sfratto il 6 febbraio e mi hanno fatto uscire dall'appartamento. Non potevo pagare l'affitto perchè avevo perso il lavoro. Ho pagato 12 anni di contributi e non ho mai chiesto niente. Ora che sono in difficoltà chi mi aiuta? Costruiscono ponti che costano milioni di euro e non hanno i soldi per le famiglie in difficoltà che hanno sempre rispettato i loro deveri di cittadini?" dice con rabbia Cakazaim. "Forse ci trattano come animali perchè siamo stranieri?".

La Rete Diritti in Casa, oggi in piazza Garibaldi, ha lanciato un appello agli assistenti sociali per chiedere misure eccezionali. La prima il blocco degli sfratti per morosità incolpevole. "Ogni martedì allo sportello in Cantoniera -riferisce Katia- ci sono dalle 20 alle 40 persone, tutti con problemi con l'abitazione, con lo sfratto o già in strada. La situazione sta diventando da drammatica a tragica: ci sono famiglie in strade ed i dormitori per l'emergenza freddo sono pieni zeppi".

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