Fatture false: arrestato Giovanni Saltini, presidente di Parma Qualità

Fatture false per alcune società ciclistiche amatoriali nel pistoiese, tra gli arrestati anche il parmigiano di 72 anni. Secondo gli inquirenti i 9 arrestati avevano costituito un'associazione a delinquere

Fatture false per alcune società ciclistiche amatoriale nel pistoiese. Lo scopo era la frode del fisco: per compiere queste azioni criminali gli arrestati avrebbero dato vita ad un'associazione a delinquere. Qualche giorno fa avevamo riportato la notizia che tra i sequestri effettuati in seguito all'indagine, che ha portato all'arresto di 9 persone, c'erano anche alcuni immobili di Parma. Ora, nell'ambito della stessa inchiesta, è stato rivelato l'arresto di Giovanni Saltini, parmigiano di 72 anni presidente di Parma Qualità, la società che ha l'incarico di certificare la qualità dei salumi parmensi. Per Luigi Magurno di Collecchio invece è stato emesso il divieto di dimora nel Comune di Monsummano. 

LE INDAGINI. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un'associazione a delinquere, che sarebbe stata capeggiata dall'ex vicesindaco di Monsummano Terme (Pistoia), Giacomo Pasqui, e che operava nel campo delle false sponsorizzazioni ciclistiche dilettantistiche della provincia di Pistoia. Tra le persone implicate anche un mandatario della Siae e un maresciallo della Guardia di Finanza, che avrebbe però avuto solo un ruolo marginale e che è stato sospeso dal servizio. Attraverso 9 associazioni ciclistiche dilettantistiche della Valdinievole sarebbero stati stipulati falsi contratti di sponsorizzazione per appropriarsi dei relativi introiti simulando il tutto con un giro di fatture false ammontanti a 4,9 milioni di euro.

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IL 'SISTEMA'. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il sistemasi basava sull'emissione di due fatture per ogni contratto: identiche in tutto quanto al contenuto, fuorché nell'importo. La prima con un importo ridotto veniva registrata nella contabilità dell'Associazione sportiva, mentre l'altra con l'importo 'gonfiato' veniva contabilizzata dalla società sponsorizzatrice, che così riusciva a dedurre maggiori costi d'esercizio e quindi abbatteva gli utili da assoggettare a tassazione. All'organizzazione, secondo quanto appreso, prendeva parte attiva un mandatario della Siae (finito agli arresti domiciliari) che attestava falsamente la regolarità delle scritture contabili delle associazioni. Al maresciallo della Gdf implicato nella vicenda, si sarebbe rivolto l'ex vicesindaco per chiedere consigli su come fare a giustificare il giro di soldi versati e prelevati in contanti dai conti bancari delle associazioni ciclistiche: per questi motivi il maresciallo dovrà rispondere del reato di favoreggiamento personale.

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