Cronaca

Federico Pesci condannato, dal referto medico alla perizia sulla ragazza: tutte le tappe del processo

Il commerciante 49enne condannato a 8 anni e 6 mesi per violenza sessuale e lesioni

Federico Pesci è stato condannato in primo grado a 8 anni e 6 mesi per i reati di violenza sessuale e lesioni ai danni di una giovane donna che, all'epoca dei fatti, aveva 21 anni. La richiesta del Pm Andrea Bianchi era stata di una condanna a 9 anni. La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici presieduti da Gennaro Mastroberardio.

Il commerciante parmigiano di 49 anni è stato condannato anche ad un risarcimento danni in favore di tutte le parti civili, il Comune di Parma e il Centro Antiviolenza. Anyem Wilson Ndu, l'uomo che era presente insieme a Pesci nell'attico di via XXIV Maggio era già condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere. 

La notte 18 ed il 19 luglio del 2018 e l'attico di via XXIV Maggio

Nella notte tra tra il 18 ed il 19 luglio del 2018 una giovane 21enne sarebbe stata violentata e seviziata per tutta la notte dal commerciante 46enne Federico Pesci e dal nigeriano Wilson Ndu Aniyem. Una notte drammatica durante la quale la 21enne sarebbe stata frustata, legata a mani e polsi, picchiata a sangue e costretta a rimanere nella stanza da letto fino alle sette della mattina successiva. Gli agenti della Squadra Mobile di Parma, dopo le indicazioni fornite dalla ragazza, sono riusciti ad identificare i presunti aggressori, eseguendo poi l'ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale e lesioni pluriaggravate nei confronti di Federico Pesci e  Wilson Ndu Aniyem. La giovane, il giorno la presunta violenza, si è recata al Pronto Soccorso insieme alla madre, ha avuto 45 giorni di prognosi. 

L'incubo, secondo l'accusa, è iniziato nella serata tra il 18 ed il 19 luglio: la giovane 21enne si era accordata con il 46enne per una serata in compagnia. Dopo alcuni scambi di messaggi la giovane ha accettato di incontrare l'uomo, che è andato a casa sua in moto. Dopo aver trascorso alcune ore all'interno di un locale, dopo mezzanotte i due si sono recati nell'attico del 46enne per consumare un rapporto sessuale consensuale. Ad un certo punto però il 46enne ha chiamato il suo pusher, un 53enne, che è arrivato con la droga, che è stata consumata sul momento. Il 53enne si è inserito nel rapporto sessuale che stavano consumando i due ed ha preso a frustate la ragazza. La 21enne, secondo la ricostruzione dell'accusa, sarebbe stata legata ed immobilizzata dai due uomini, che l'avrebbero poi seviziata e picchiata fino alle sette di mattina. Il 46enne avrebbe ordinato alla ragazza di obbedire al secondo uomo: è stata imbavagliata e legata con strumenti normalmente utilizzati duranti i rapporti sadomaso. Nel corso della nottata il 46enne ha chiamato altri spacciatori che non hanno però partecipato alle violenze. 

Dopo le violenze sessuali e le sevizie il 46enne ha chiamato un taxi per la ragazza, che è stata portata a casa. In un primo momento non ha parlato di quello che era successo durante la notte ma la madre si è accorta che la figlia non stava per niente bene e l'ha accompagnata al Pronto Soccorso: la ragazza è uscita con 45 giorni di prognosi. Il medico del Pronto Soccorso ha parlato di "violenze inaudite" e ha detto di non aver mai incontrato, in tanti anni di servizio, una donna ridotta in quelle condizioni: aveva segni di violenza ed echimosi su tutto il corpo.

I testimoni dell'accusa, nel corso dell'udienza del 20 novembre 2019, avevano riferito che la ragazza era "terrorizzata" e che "stava malissimo ed era piena di lividi ed abrasioni". Il 23 ottobre del 2019 la madre della ragazza aveva riferito, in una toccante testimonianza, della visita al Pronto Soccorso: i medici le aveva dato ben 45 giorni di prognosi.

Gli stessi sanitari avevano riportato, in aula, la testimonianza che parlava di lesioni in varie parti del corpo: "sul collo, sui polsi e sulle gambe e nella zona mammaria" secondo le parole del medico Emmanuela Courlios, che si è occupata di stilare la prognosi. Nell'udienza del 10 luglio 2019 gli avvocati della difesa hanno posto l'attenzione su alcuni Sms della ragazza, che non sarebbero stati segnalati. Il 16 aprile del 2019 Federico Pesci aveva chiesto il patteggiamento, difendendosi però dalle accuse: "Non sono uno strupratore". 

Nel luglio del 2020 era stata revocata anche l'ultima misura cautelare nei confronti di Federico Pesci, ovvero l'obbligo di firma. Gli avvocati di Federico Pesci - Fabio Anselmo e Mario L'Insalata - era arrivati anche a denunciare la psichiatria che aveva eseguito la perizia sulla ragazza. 

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