Federico Pesci: dall'arresto alla prima udienza del processo

Il 30 agosto Parma è sotto choc, un imprenditore ed un pusher sono stati arrestati: avrebbero seviziato e violentato una ragazza di 21 anni all'interno di un attico. Tutte le fasi della vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica locale e nazionale

Il giorno della prima udienza del processo che vede imputato l'imprenditore parmigiano Federico Pesci, ripercorriamo le tappe della sua vicenda giudiziaria, iniziata il 30 agosto del 2018 con il suo arresto e quello del nigeriano Wilson Ndu Aniyem

L'arresto del 30 agosto

Il 30 agosto del 2018 Federico Pesci, noto imprenditore parmigiano di 46 anni, viene arrestato insieme al 53enne nigeriano Wilson Ndu Aniyem, con le pesantissime accuse di violenza sessuale e lesioni aggravate ai danni di una giovane di 21 anni. Il 46enne, secondo l'accusa, avrebbe stuprato e seviziato durante la notte del 19 luglio all'interno del suo attico di via Emilio Lepido, è molto conosciuto a Parma: proprietario di alcuni negozi di abbigliamento e di uno in una località balneare, è fidanzato e amante delle motociclette. Secondo l'accusa avrebbe usato alcuni strumenti sadomaso per picchiare la giovane, dopo aver consumato con lei un rapporto sessuale e molto cocaina.

La notte nell'attico di via XXIV Maggio: la ricostruzione degli inquirenti 

Pesci avrebbe, secondo gli inquirenti, adescato la ragazza attraverso un invito sui social. Su Facebook avrebbe contattato la donna invitandola ad un normale aperitivo che poi si è protratto fino a oltre la mezzanotte, prima di spostarsi nel suo attico. Tra frasi chic del tipo 'sono uno a posto', 'nell'ambiente mi conoscono' e regali di un certo livello, quasi a dimostrare il suo status, ha conquistato la giovane donna 'convincendola' a trascorrere delle ore con lei. Secondo la ricostruzione della polizia il 53enne le avrebbe inferto colpi di frusta così violenti che l'avrebbero fatta stramazzare al suolo, immobilizzata con legacci che le cingevano mani e piedi, imbavagliata. I due le avrebbero anche applicato un morso in bocca per impedirle di urlare. Per prolungare la serata l'imprenditore avrebbe chiamato - nel mezzo della notte - altri spacciatori che gli avrebbero consegnato lo stupefacente necessario per andare avanti fino alle sette del mattino, quando dopo l'ultimo abuso, ha chiamato un taxi che accompagnasse la donna, piena di ferite che ha tentato di coprire con un pigiama lungo, verso la sua abitazione. 

Le prime dichiarazioni degli avvocati: "Pesci non ha nulla da nascondere"

"Non ha nulla da nascondere, chiarirà la sua posizione". Antonio Dimichele, l'avvocato di Federico Pesci, l'imprenditore 46enne arrestato con le pesanti accuse di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate nei confronti di una ragazza di 21 anni, parla della posizione del suo assistito. "E' molto scosso per il provvedimento cautelare, non se l'aspettava. "La vicenda potrebbe essere ridimensionata" dichiara l'altro avvocato di Pesci Mario L'Insalata. 

Le prime parole di Pesci dal carcere: "Lei era consenziente" 

Il 3 settembre Pesci parla per la prima volta dal carcere di via Burla. L'imprenditore ha risposto alle domande del Giudice, rigettando tutte le accuse a suo carico e sostenendo che la ragazza sarebbe stata consenziente in tutte le fasi della nottata, fino alle 7 di mattina, quando è stato lo stesso Pesci a chiamare un taxi per riportarla a casa. Anche Wilson Ndu Aniyem, durante l'interrogatorio, ha rigettato tutte le accuse, confermando la versione di Pesci. 

Antonio Dimichele, uno dei due avvocati conferma che Pesci ha risposto alle domande, fornendo la sua ricostruzione dei fatti, "Da questa vicenda -ha dichiarato il legale- è scaturita un'attenzione mediatica eccessiva - per la notorietà del mio assistito. La ragazza ha ricevuto un pagamento per la sua prestazione sessuale prima di andare a casa sua: dagli atti traspare che le cose non so andate come sono state descritte dalla conferenza stampa della polizia. I 45 giorni di prognosi non sono dovuti al fatto che la ragazza è stata legata e seviziata per cinque ore. Non è così: non lo dico io come ipotesi difensiva ma lo dicono i referti medici che sono presenti negli atti: non ci sono segni di violenza sessuale nelle parti intime. I 45 giorni sono esclusivamente dovuti a delle ecchimosi, provocate da giochi durante i quali la ragazza era totalmente consenziente". 

Pesci esce dal carcere e va ai domiciliari a casa dei genitori

Il Tribunale del Riesame di Bologna ha deciso. Federico Pesci, l'imprenditore 46enne accusato di violenza sessuale e di lesioni pluriaggravate ai danni di una ragazza di 21 anni, verrà messo agli arresti domiciliari a casa dei genitori. Gli avvocati della difesa, che sostengono la tesi del rapporto consenziente del proprio assistito, ne avevano chiesto la scarcerazione. I giudici hanno confermato il quadro accusatorio a carico di Pesci e di Wilson Ndu Aniyem, il cui legale non ha invece presentato l'istanza di scarcerazione.

Il Riesame conferma le accuse: "La ragazza è pienamente attendibile"

Il 15 settembre il Tribunale del Riesame di Bologna ha confermato le accuse nei confronti di Federico Pesci e di Wilson Ndu Aniyem, accusati di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate. Nell'ordinanza, tramite la quale vengono concessi gli arresti domiciliari all'imprenditore 46enne che potrà lasciare il carcere di Modena per scontare la pena a casa dei genitori, si legge che la versione della ragazza "è pienamente attendibile". La ricostruzione che i giudici hanno verificato è quella della 21enne che ha denunciato di essere stata violentata dai due uomini, durante la serata del 18 luglio

La Procura chiede il giudizio immediato

Le prove sono evidenti". E' questo il giudizio della Procura della Repubblica di Parma sul caso di presunto stupro che vede coinvolti l'imprenditore Federico Pesci e il nigeriano Wilson Ndu Aniyem, accusati di violenza sessuale e lesioni aggravate per aver abusato di una ragazza di 21 anni. Il Pm Andrea Bianchi ha chiesto il giudizio immediato: ciò vuol dire che non ci sarà nessuna udienza preliminare“.

Il Gip dice no al patteggiamento 

Il 26 febbraio del 2019 il Gip ha detto no al patteggimento chiesto dalla difesa Inizierà il 17 aprile il processo a carico di Federico Pesci. Le difese di Federico Pesci avevano chiesto il patteggiamento con pena sospesa ma il Giudice per le Indagini Preliminari si è opposto ed ha deciso che il parmigiano, proprietario di diversi negozi, andrà a processo.


 

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