Altro inquinamento in Provincia: promossa la costruzione di un nuovo impianto di combustione lungo la Pedemontana

A Pilastro, tra Felino e Langhirano, si sta continuando a promuovere l'insediamento di una Apea, area produttiva ecologicamente attrezzata. La dicitura "green" nasconde però l'installazione di un impianto a combustione per l'eliminazione dei rifiuti delle industrie agroalimentari…

"Valorizzazione degli scarti provenienti dalle industrie agroalimentari…" ecco come viene definito il processo combustivo rilanciato dal Comune di Felino nell'ultimo consiglio comunale.

Una convocazione di consiglio speciale dove la maggioranza in capo all'amministrazione comunale Pd ha abrogato la vecchia progettazione per rilanciarne una nuova con indirizzi pressoché identici mantenendo anche l'insediamento di un impianto a combustione per lo smaltimento degli scarti di lavorazione del prosciutto, come il discusso cogeneratore di Citterio a pochi chilometri dalla zona destinata ad Apea. 

Questo tipo di impianti attraverso la combustione trasformano gli scarti industriali oppure il prodotto primo in energia elettrica e/o termica. Nuova fonte di inquinamento che va quindi a sommarsi a quella già prodotta da Citterio, oggetto di vari timori e dubbi da parte della popolazione e di alcuni comitati ambientali, contrari alla costruzione. Proprio questi comitati hanno segnalato agli enti competenti (Arpa, Ausl e Provincia) il malfunzionamento (di ordine tecnico) dell'impianto emerso a poco più di un anno dall'avvio.

La causa della modifica ai documenti comunali non risponde alla volontà di eliminare il progetto per motivi precauzionali bensì, come sostenuto dalla Provincia nell'incontro con i Comuni della Pedemontana, il ridimensionamento è imputabile alla “generale crisi economica che ha mutato il contesto produttivo” e al fallimento della società Soprip quale gestore unico mentre il dislocamento del progetto è dovuto alla presenza di un metanodotto sotterraneo di circa 2 m di diametro che attraversa l'area Apea di cui né il Comune né la Provincia se ne erano resi conto pur essendo stato installato da 25 anni. Le indagini di prassi per la valutazione dell'impatto ambientale propedeutiche al progetto non avevano rilevato nulla di ciò.

Il progetto rimane "e non se ne discute" ha affermato il sindaco di Felino Maurizio Bertani durante la seduta consiliare. La minoranza domanda se nell'area verranno costruiti cogeneratori per il trattamento degli scarti animali come quello dell'azienda Citterio. Ciò in forza dell'indicazione espressa dall'Ente Provincia che esclude nell'area “impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili (cogenerazione)”.

Una scelta in linea con la sentenza del Tar (gennaio 2015) che diniega la possibilità di costruire impianti a biogas nell'area adiacente per incompatibilità con la salvaguardia della filiera del Parmigiano Reggiano. L'Unione Europea sta inoltre riesaminando il ruolo delle biomasse perchè finora il calcolo teorico sulla riduzione delle emissioni di Co2 è risultato fallace.

Per tutta risposta l'amministrazione di Felino dichiara che “sì, esiste la possibiltà di installazione di cogeneratori” in cui sarà possibile bruciare “anche plastica, legno e quant'altro” affermazione quest'ultima rincalzata dal sindaco stesso. D'altronde vige in Italia un decreto ministeriale del luglio 2012 (“Nuovi incentivi alle rinnovabili”) in cui si definiscono i materiali conferibili negli impianti a biomassa. Nel suddetto elenco risultano: plastiche, pneumatici, solventi, pittura e vernici, rifiuti ospedalieri, cuoio contenente cromo ecc...

Del tutto ignorato il postulato della fisica secondo cui in materia “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Quindi una massa di materiale bruciato non sparisce ma si trasforma in micro elementi tossici e cancerogeni che si disperdono nell'aria, nella terra e nell'acqua. 

Tuttavia in vari Comuni italiani sono in corso di approvazione o sono già stati insediati questi impianti di cogenerazione (perfino dentro parchi naturali) sostenuti da massicci incentivi statali e regionali. Gli incentivi sono la spinta primaria a costruire; senza di questa verrebbe meno la ragione economica su cui si fonda questa linea nazionale esclusivamente a vantaggio dei costruttori pubblici o privati che siano.

I comuni, per mandato tutori della salute pubblica e dell'ambiente, così incentivati dalle politiche energetiche nazionali, finiscono per ritenersi all'avanguardia nelle scelte energetiche e nella gestione dei rifiuti -scelte peraltro già sorpassate negli altri paesi- sottovalutandone i danni a lungo e medio termine che tali indirizzi comportano.

Danni per la salute umana e animale ma anche per i vari settori dell'economia locale: squalificazione dei prodotti alimentari d'eccellenza vanto della produzione nazionale, riduzione della fertilità dei terreni e svalutazione degli immobili.

Sempre nella stessa seduta consiliare è stata approvata l'installazione di 5 distributori di benzina lungo la nuova tratta di Pedemontana da Pilastro a Felino che non supera i 6 chilometri. Ancora inquinamento e consumo di suolo. Il Comune si è voluto attribuire il merito di aver limitato il numero dei distributori che invece sarebbe, per legge, infinito.


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